I campioni in carica non riescono a ingranare. I New York Knicks sono partiti con un record di 0-3, l’ultimo ko arrivato al Madison Square Garden per mano degli Orlando Magic, che si sono imposti 111-102 rimontando uno svantaggio di dieci punti nell’ultimo quarto. E il leader della squadra, Jalen Brunson, ha deciso di metterci la faccia, addossandosi le colpe per le difficoltà offensive e le scelte sbagliate nei momenti decisivi.
Il playmaker ha chiuso con 28 punti, ma la sua prestazione non è bastata a evitare il tracollo finale: otto delle 14 palle perse totali dei Knicks sono arrivate nel quarto periodo, nel quale Orlando ha piazzato un parziale devastante, superando New York 40-27.
Brunson punta il dito su se stesso
Nel post-partita, Brunson non ha cercato alibi e ha puntato il dito contro le proprie decisioni nel momento più caldo del match:
«Le scelte nel finale di partita sono state mie. Il tiro non ci entra. Penso che abbiamo avuto buone opportunità nel corso della gara, ma ci sono piccoli dettagli sotto il nostro controllo che possono fare la differenza, e dobbiamo tornare a concentrarci su quelli.»
Il numero uno dell’attacco newyorkese ha ribadito la necessità di curare gli aspetti apparentemente marginali, quelli che separano una vittoria da una sconfitta:
«Trovate tutto ciò che serve per vincere. Controllate quello che potete controllare. Concentratevi sui piccoli dettagli che possono sembrare insignificanti ma che alla fine fanno la differenza. Soprattutto, dobbiamo giocare insieme.»
Il titolo della scorsa stagione non basta più
In tutte e tre le partite i Knicks hanno mostrato sprazzi del loro potenziale, senza però riuscire a mantenere la continuità necessaria. Brunson ha ammesso che la squadra non può appoggiarsi al ricordo del campionato vinto per uscire da questo momento complicato:
«Quando riusciamo a piazzare quei parziali, assomigliamo alla squadra che eravamo. Ci sentiamo più a nostro agio, e allora dobbiamo tenere il piede sull’acceleratore. Ma non saremo identici all’anno scorso, non giocheremo allo stesso modo. È nella natura umana.»
Il playmaker ha anche sottolineato come l’organizzazione offensiva dipenda in larga parte da lui, dalla capacità di mettere i compagni nelle condizioni giuste per eseguire i sistemi:
«L’organizzazione spetta a me, devo assicurarmi che siamo nelle posizioni corrette per fare ciò che dobbiamo fare. Tutto ricade sulle mie spalle. Devo essere un leader migliore sotto questo aspetto, facendo in modo che i miei compagni siano pronti a giocare nel posto giusto.»
Brunson ha infine inquadrato questo avvio difficile come un’occasione di crescita, a patto che il gruppo sappia reagire nel modo giusto: «Stiamo attraversando un momento complicato e dobbiamo capire come rispondere. Dobbiamo accettare questa fase del percorso e trovare il modo di migliorare, sperando di poter guardare indietro tra qualche partita e dire: sì, siamo cresciuti grazie a tutto questo.»
La prossima chance per sbloccarsi arriverà martedì, quando i Knicks ospiteranno i Detroit Pistons al Madison Square Garden.







