Continua la marcia di una Napoli stellare. Alla Alcott Arena gli uomini di Repesa schiantano 99-81 la Reyer Venezia trascinati da uno Jahmi’us Ramsey (28) extralusso e dal sempre più convincente Willie Caruso (17) il tutto nonostante il forfait delle ultime ore di Markel Brown, colpito da risentimento muscolare.
L’equilibrio dura per il solo primo tempo, la Reyer, con la pesantissima assenza di Wiltjer con cui fare i conti, prova a far valere il proprio atletismo e compensa a rimbalzo offensivo le pessime percentuali (0/7 nel primo quarto, 5/23 alla fine) dall’arco, tuttavia sono i padroni di casa ad essere quasi sempre in testa e menare le danze, specialmente con un Ramsey che segna a raffica senza forzare mai.
Il secondo quarto è tutto di Willie Caruso, 13 punti a referto e tante cose utili che costringono Spahija a variare più volte l’assetto del frontcourt.
A cavallo dell’intervallo lungo Napoli spezza la gara; parziale di 14-0 per il primo allungo, il divario lievita fino anche ai 30 punti (99-69), poi i partenopei staccano la spina, facendo storcere il naso a Jasmin Repesa che non lascia passare in cavalleria la questione.
MVP: Jahmi’Us Ramsey – gioca una partita al limite della perfezione, senza forzature e con abnegazione da vendere anche in difesa. Chiude con 28 punti, 8/12 dal campo. He’s back.
Da rivedere: Jordan Parks – sente oltremodo, più che la partita, la diversa accoglienza che il pubblico di casa riserva all’altro grande ex di giornata De Nicolao; prova a strafare e invece litiga con il canestro (0/6 dall’arco), fatturando quasi solo a cronometro fermo.
Napoli Basketball
Spissu 6 – la gestione del pallone è la solita, 7 assist rischiano di diventare una piacevole consuetudine. In attacco lascia tutto il protagonismo agli altri, senza particolari sussulti.
Seljaas 6,5 – fatica tantissimo nel primo tempo nello spot di ala piccola, nel secondo rientra nella sua comfort zone e si fa vedere anche in attacco, chiude comunque con 9 punti e 8 rimbalzi.
Dowtin 6 – mette quel poco che basta di sé nella partita, poi si muove nelle retrovie cercando di rendere più fluida la circolazione di palla.
Faggian 6 – ancora una partenza in quintetto, stavolta inaugura il punteggio dei suoi in lay up; segnerà anche una tripla nel mezzo di tanto lavoro sotterraneo.
Petrucelli 6 – rimasto senza la sua spalla difensiva, si concede molte meno libertà offensive, concentrandosi sulla propria metà campo.
Sankaré 6 – Repesa gli affida il compito di supportare difensivamente Caruso e lui esegue con diligenza.
White 7 – entra poco a poco in partita, complice un assetto avversario che sconsiglia i quintetti piccoli, viene fuori alla distanza con energia, range di tiro ed una schiacciata da Slam Dunk Contest che fa eruttare la Alcott Arena.
Tarczewski 5 – tre falli nel primo quarto e la sua partita finisce, a parziale attenuante va detto che il piano gara, stavolta, lo penalizza.
Caruso 7,5 – si accende a fine primo quarto, domina il secondo senza sbagliare assolutamente nulla al tiro. È lui a tenere avanti Napoli nel miglior momento reyerino.
Totè 6 – è la prima assoluta dopo l’infortunio e si vede, fatica a tenere il solito passo e per questo commette qualche fallo di troppo, cresce alla distanza con giocate anche altruiste.
Ramsey 8 – ascetico come un templare, seleziona ogni singolo tiro con cura, riducendo gli errori. In difesa è rapido di piedi ed attento nella propria metà campo. Non muove un muscolo espressivo nemmeno a pagarlo, però segna 28 punti e, tutto sommato, a Napoli sono più che contenti così.
Coach Repesa 8 – si ritrova senza Brown a poche ore dalla palla a due ma non si scompone; vince la partita a scacchi con il compatriota Spahija e, intanto, trova per l’ennesima volta nuovi equilibri nel suo roster senza appena risentirne.
Umana Reyer Venezia
Bowman 4 – uno spettro si aggira per il parquet, è quello dell’ex Treviso. Assolutamente impalpabile, al punto da chiedersi se non sia rimasto in laguna.
Tessitori 6 – cerca di tenere la barra dritta e ci riesce nel primo tempo, nella ripresa affonda insieme ai compagni.
Maretto 5 – ha minuti per esprimersi, ha le qualità per farlo, sceglie di stare in secondo piano ed è questo, più che i punti, a renderlo degno di biasimo.
De Nicolao 6 – salutato dal pubblico di casa che non ha dimenticato, prova a scuotere la Reyer nel terzo periodo, tuttavia è troppo solo e troppo tardi.
Candi 5,5 – la serata storta di Bowman e la partenza in sordina di Watson gli offrirebbero la possibilità di rendersi protagonista, invece arranca dietro Spissu e Dowtin.
Boakye 4 – giudizio anche ingeneroso perché non basta un alley-oop a dissipare le nubi sul suo rendimento; surclassato da Caruso, soffre anche nei mismatch senza mai realmente incidere.
Olinde 6 – comincia nello spot di ala forte per dare più peso al frontcourt orogranata e sembra essere ispirato in avvio, cala alla distanza, non riuscendo a farsi spazio né nel ruolo iniziale, né quando si piazza nel pitturato nei quintetti small.
Parks 5 – non il peggiore in campo, sì la sua peggior versione. Patisce l’animavversione dei suoi ex tifosi ma, soprattutto, il diverso trattamento che il pubblico di casa riserva agli altri grandi ex Green e, soprattutto, De Nicolao. Risponde provando a strafare, ottiene solo una serie di mattonate (0/6) dal perimetro.
Watson 5,5 – certo, i numeri non sarebbero nemmeno male, ciò che manca è la leadership di cui la Reyer avrebbe avuto bisogno nel momento in cui Napoli spacca la partita.
Green 5 – Repesa mette sulle sue tracce Faggian e Petrucelli, palloni gliene arrivano pochi, lui fa poco per procurarsene di più. A parte ci sono gli applausi di un pubblico che non ha dimenticato il suo contributo per una salvezza incredibile.
Grant 4,5 – passa praticamente inosservato per il parquet di Fuorigrotta, spesso tagliato fuori ed in ritardo sulla circolazione di palla avversaria, non sfrutta mai i mismatch che i continui cambi difensivi di Repesa gli offrono.
Coach Spahija 4,5 – la sua Reyer sente troppo la mancanza di Wiltjer e lui non trova soluzioni quando Napoli alza l’intensità.
Tabellino completo: Napoli Basketball 99-81 Umana Reyer Venezia]





