Altra sconfitta in volata per l’Olimpia Milano, che cade ancora per mano di Valencia, sotto i colpi di Shorts e dell’ex Armoni Brooks. Dopo un avvio shock da 2-20, la squadra di Poeta reagisce, chiudendo addirittura avanti il terzo quarto. Nel finale è la classe di Shorts a fare la differenza e a condannare l’Olimpia alla nona sconfitta. Finisce 73-84.
Torna il nostro Gameplan per analizzare alcune chiavi della sfida.
L’anomalia di Shorts
La nostra analisi parte dalla fine e dal momento in cui Shorts, e le sue anomalie, hanno preso il controllo della sfida, nel momento migliore di Milano.
L’Olimpia, nei due quarti centrali, aveva fatto molto male all’attacco di Valencia grazie all’efficacia dei suoi cambi difensivi, che le avevano permesso di addormentare la partita e portare la sfida su un terreno a lei più congeniale.
Il finale di Shorts è tutto da vedere. Non si tratta solo di isolamenti e talento, ma di una continua lettura della difesa e di sempre nuovi modi per crearsi un tiro. Come sempre, abbiamo estrapolato le scelte che si sono rivelate decisive per la sfida:
- Nella prima clip Milano parte con l’idea di mandarlo a destra (notare la posizione del corpo di Guduric). Osetkowski forza il cambio e permette a Shorts di prendere velocità contro Burnell, il quale tiene molto bene il primo scivolamento, ma non può fare nulla contro l’arresto del giocatore americano. L’ex-Parigi sbilancia il difensore e gli prende il tempo.
- Nella seconda clip Shorts gioca benissimo contro la pressione a tutto campo di Guduric, facendosi prima tamponare e poi prendendo velocità. La scelta porta a un altro cambio e ancora una volta è Burnell a prendere in consegna il giocatore americano. Altro pick and roll con Corbalan per forzare il cambio e avere un accoppiamento ancora più favorevole con Cole. Il play americano di Milano, come da piano partita, lascia il tiro e riempie l’area, ma arretra quel passo di troppo che regala troppo spazio. Shorts se ne accorge e prende un tiro per lui automatico.
- Nella terza clip, ancora una volta forza un cambio per eludere la marcatura di Hall e puntare Cole. Sul primo movimento l’ex-Reyer tiene, ma sull’arretramento perde il contatto. Shorts isola Cole e fronteggia. Milano si posiziona per occupare l’area come fatto per tutta la partita, ma Guduric sbaglia perdendo il contatto uomo-palla e facendosi attirare troppo in area. La difesa ha reagito bene, ma Shorts si accorge che Brooks è solo: arresto, riapertura e per Armoni è troppo facile mandare i titoli di coda.
Tre situazioni diverse per dimostrare come nel finale la differenza l’abbia fatta la capacità di Shorts di leggere le scelte difensive e girarle a suo favore.
La scossa di Bolmaro e cosa è cambiato nell’attacco di Milano
Dopo un avvio shock, causato principalmente da un attacco che si è fatto aggredire dalle scelte estreme della difesa di Valencia, è Bolmaro a suonare la carica.
Ma da cosa è passato questo cambio? Da una migliore lettura della situazione e dalle sue gambe, che hanno permesso di battere una difesa molto aggressiva sulla palla, ma che lasciava ampi spazi ogni qualvolta la palla usciva.
Il giocatore argentino ha chiuso il primo tempo con 1,750 ppp. 1,667 ppp sui pick and roll, frutto di una serie di scelte che hanno permesso di far saltare, almeno inizialmente, il piano difensivo di Valencia.
- La prima clip mostra il primo pick and roll realmente efficace della partita di Milano. Valencia, come da abitudine, difende edge sulle situazioni di giochi a due, ma Sako esce con un angolo sbagliato, che non toglie il centro e lascia il passaggio per Diop. Prima linea battuta, short roll e Bolmaro che attacca deciso la riga di fondo.
- La seconda clip mostra Valencia che prova a tenere sul lato Bolmaro, ma il giocatore argentino è abile a sfruttare il blocco di Burnell per prendere il centro dell’area. Sako fa edge nella maniera giusta, ma Moore passa sul blocco con quel mezzo secondo di ritardo che permette al giocatore argentino di attendere il ritorno di Sako su Burnell per attaccare l’area. Prima linea battuta, area aperta e corsia centrale presa.
- Terza clip che parte con una situazione analoga a quella precedente, dove ancora una volta Bolmaro prende il centro dell’area. Questa volta Moore passa bene e resiste al primo tentativo di Bolmaro di attaccare il ferro, ma è sbilanciato e sulla ripartenza apre la guardia che permette all’avversario di andare al ferro.
Tre situazioni che mostrano come la partita sia cambiata nel momento in cui l’attacco di Milano ha decifrato le scelte difensive estreme di Valencia, girandole a suo favore.
Sul solco tracciato dal suo leader, nei quarti centrali, Milano ha prodotto 1,125 ppp nelle situazioni di pick and roll e spot-up. Quasi tutti generati dall’ottimo lavoro nel leggere la difesa edge di Valencia, facendo uscire il pallone, sia per i ribaltamenti, sia per gli short-roll.
La transizione
La partita, nonostante si sia risolta solo nei minuti finali, è stata fortemente influenzata dall’avvio folgorante di Valencia. I numeri del primo quarto di Milano sono impietosi e indicano 11 transizioni concesse agli ospiti, molte da palle perse o brutti tiri, che hanno generato 1,727 ppp. Tutto quello che non si deve concedere a Valencia è distendersi in transizione, e fino a quando la partita è stata condotta su questo terreno, la differenza tra le due squadre è parsa incolmabile.







