Venti punti di scarto, una difesa soffocante e Stephen Curry che continua a fare quello che sa fare meglio. I Golden State Warriors battono il Miami Heat 120-100 a Chase Center e portano a sei la striscia di vittorie consecutive, aggiornando il loro record a 6-3. Miami scende a 3-6 e porta a casa ben poco da una serata complicata, giocata nelle condizioni peggiori possibili.
La partita: dominio Warriors dal primo all’ultimo quarto
Gli Heat arrivano a San Francisco alla seconda gara in due notti — la terza in quattro giorni — dopo aver battuto i Los Angeles Clippers in supplementare mercoledì grazie a una tripla di Klay Thompson allo scadere. I Warriors, invece, vengono da due giorni di riposo. Il divario di freschezza si vede sul parquet: Golden State gestisce ritmo e intensità senza mai rischiare, costruendo un vantaggio progressivo che gli Heat non riescono mai a ricucire seriamente.
Curry chiude con 29 punti in 28 minuti: 9/19 dal campo, 6/12 da tre, 5/5 ai liberi, 4 assist e zero palle perse, con un +/- di +17. È il motore di una macchina offensiva che gira fluida, anche perché Miami — orfana di Jimmy Butler, ancora ai box per il recupero dalla chirurgia al legamento crociato anteriore destro — non ha i mezzi per contenerlo. Secondo quanto riportato da Yahoo Sports, anche Moses Moody e Gui Santos rimangono fuori per Golden State per problemi fisici.
Il contributo della panchina è sostanziale: Georges Niang aggiunge 13 punti con 5/8 dal campo, Gary Payton II ne mette 9 in soli 10 minuti con 3/3 al tiro, Al Horford chiude 8 punti con un perfetto 3/3 dal campo e 2/2 da tre, e un +/- di +21 — il migliore in campo. Brandon Williams contribuisce con 10 punti e 4 assist.
I numeri: Lendeborg cresce, Giannis non basta
Yaxel Lendeborg conferma il suo momento positivo con 17 punti, 8 rimbalzi, 6 assist e 3 recuperi in 30 minuti. Per Golden State è già uno degli elementi su cui costruire la rotazione. Brandin Podziemski aggiunge 9 punti, 6 rimbalzi e 3 assist, con una gestione efficace dei possessi.
Sul fronte Miami, Giannis Antetokounmpo produce 20 punti e 14 rimbalzi — numeri che in un’altra serata potrebbero bastare a tenere in partita una squadra — ma chiude con un -22 e 4 palle perse. Bam Adebayo aggiunge 18 punti e 10 rimbalzi, mentre Davion Mitchell guida il quintetto degli Heat con 22 punti ma perde 5 palloni e termina a -16.
Thompson torna a Chase Center dalla parte sbagliata del parquet: 23 minuti, 11 punti con 3/10 dal campo e 2/7 da tre, 2 stoppate, 3 palle perse, +/- -9. L’accoglienza del pubblico — che secondo i materiali si attendeva calorosa durante le presentazioni — non si traduce in una serata da ricordare sul piano del gioco. Andrew Wiggins, altro ex Warriors, chiude con soli 2 punti in 21 minuti.
Il contesto: Warriors in crescita, Heat in difficoltà
La striscia di sei vittorie consecutive cambia la prospettiva su questa stagione dei Warriors, partita con tre sconfitte nelle prime tre gare. Da quel momento Golden State ha battuto Denver Nuggets, Minnesota Timberwolves, Los Angeles Lakers, Los Angeles Clippers — compresa una vittoria senza Curry e Draymond Green in campo — e Phoenix Suns, rimontando un deficit di 17 punti.
Miami, al contrario, non riesce a trovare continuità. Gli Heat avevano perso le prime quattro gare stagionali, poi avevano vinto tre delle quattro successive.
Curry continua intanto a girare a ritmi da leader della lega: il numero 30 di Golden State viaggia a 30 punti di media stagionale. Con la difesa di Miami che risulta ultima in NBA per triple subite (17,1 a partita) e percentuale concessa dall’arco (40,5%), le condizioni erano ideali per un’altra serata da protagonista. E così è stato.





