Per mano di Dubai, che si impone per 75 a 93, arriva la terza sconfitta consecutiva al PalaDozza in Euroleague, la quarta considerando anche la LBA. I bianconeri, in evidente calo di forma, non riescono a contenere la straripante fisicità e la maggiore qualità degli avversari, che finiscono per dominare la partita per tutti i quaranta minuti.
I primi venti minuti si chiudono sul 34-48 in favore di Dubai, padrona del ritmo e capace di scavare il primo solco grazie a percentuali al tiro decisamente elevate. La Virtus, al contrario, approccia la sfida decisamente sottotono, faticando a reggere l’urto della fisicità e della qualità del quintetto avversario.
A pesare sull’avvio bianconero è soprattutto una fase difensiva troppo fragile e poco reattiva, che fatica ad arginare le soluzioni offensive degli avversari e a produrre quella pressione necessaria per recuperare palloni e correre in campo aperto. È proprio da queste difficoltà che nascono anche i problemi in attacco: senza una difesa capace di dare ritmo e fiducia, la Virtus è costretta ad affrontare sistematicamente la difesa schierata degli ospiti, contro cui fatica a trovare soluzioni efficaci. Ne derivano percentuali al tiro disastrose e una manovra lenta e prevedibile, che permette a Dubai di controllare agevolmente la partita.
Il terzo quarto prosegue sulla stessa falsariga, con gli ospiti saldamente al comando e un timido tentativo di rientro della Virtus, capace di riportarsi fino al -11. La reazione bianconera, però, non trova seguito: gli ospiti riprendono immediatamente il controllo e allungano nuovamente, arrivando fino al +23, suggellato dalla tripla di Shengelia da metà campo sulla sirena.
Nell’ultima frazione arriva un sussulto d’orgoglio della Virtus, che prova a rimettersi in carreggiata e riesce nuovamente a ridurre il distacco fino al -11. Una reazione che, tuttavia, non basta a riaprire concretamente la partita. Dubai gestisce il vantaggio e alza progressivamente il livello dei contatti, ricorrendo anche a qualche intervento al limite che contribuisce a innervosire il clima sul parquet. Il tentativo di rimonta bianconero si esaurisce così senza cambiare l’inerzia di una gara che gli ospiti hanno saputo controllare dall’inizio alla fine.
MVP: Wright – Domina il gioco prima in difesa poi in attacco è chirurgico nel ferire gli avversari.
Da rivedere: Alston – Totalmente fuori fase: non ne azzecca una e finisce per diventare addirittura dannoso con i suoi tentativi di forzare la giocata, intestardendosi in palleggio alla ricerca di una protagonismo che non arriva.
Virtus Bologna
Bello 5,5 – Costantemente nel vivo del gioco, sempre pronto a farsi coinvolgere e a provare a dare il proprio contributo. Paga come spesso succede il confronto fisico con avversari superiori per stazza e struttura, un limite che finisce per condizionarne l’efficacia.
Frazier 6,5 – Trova punti importanti per tenere la Virtus agganciata alla partita, senza però riuscire a dare realmente il via a una rimonta. È comunque tra i bianconeri più reattivi e incisivi, riuscendo a dare maggiore credibilità e concretezza alla manovra offensiva della squadra.
Carr 5 – Prosegue il momento negativo del playmaker bianconero, che anche questa sera fatica a incidere e perde nettamente il confronto diretto con Wright.
Kokila 4,5 – Apre la sua partita con un airball e non riesce mai a trovare il modo di rendersi realmente utile alla causa bianconera, faticando a lasciare il segno nei minuti a disposizione.
Ferrari 5,5 – Chiamato in causa per sostituire un Klintman gravato del terzo fallo, non riesce a incidere particolarmente, limitandosi soprattutto a un ruolo di appoggio.
Moore 6 – Alterna momenti in cui sembra quasi estraniarsi dalla partita ad altri in cui lascia intravedere tutta la propria classe. Il talento non è in discussione, ma la squadra ha bisogno di maggiore continuità e di un contributo più costante nell’arco dei quaranta minuti, in particolare in difesa, dove ha momenti in cui ricorda un Telepass.
Edwards 5 – Cresce nel finale di gara, ma oggi paga pesantemente il confronto con la maggiore fisicità degli avversari. In particolare, soffre tremendamente il duello con Shengelia, che lo mette in difficoltà grazie a una combinazione di forza fisica e qualità tecnica di altro livello
Alston 3 – Il peggiore in campo per la Virtus, in una delle peggiori partite in bianconero. Considerando il ruolo ci si aspetta di più, la mancanza di transizione non lo riesce ad accedere, così rimangono sostanzialmente le brutte scelte offensive e una difesa alquanto rivedibile.
Hackett 6 – Come sempre prova a scuotere i compagni, portando energia e intensità in difesa e trovando anche una tripla importante. Il suo contributo non manca, ma questa volta l’ostacolo si rivela troppo grande anche per i suoi tentativi di dare la scossa alla squadra.
Diarra 7,5 – Il migliore in campo tra i bianconeri, conferma sul parquet le ragioni dell’interesse del Panathinaikos, che ha provato a portarlo immediatamente in terra greca. Si fa sentire eccome sotto canestro, mettendo in mostra qualità, presenza e fisicità anche al cospetto di avversari di stazza imponente.
Klintman 5 – Alterna momenti in cui sembra uscire dalla partita a qualche buona iniziativa individuale, senza però riuscire a trovare la continuità necessaria per incidere davvero sulla gara.
Diouf 4,5 – Troppo molle e gli avversari gli passano sopra.
Coach Mumbrù (voto: 5): La squadra approccia la partita in maniera sottotono e timida, senza mai riuscire a trovare la chiave per cambiarne l’inerzia. Nonostante i tentativi di alternare difesa a uomo e a zona, non arriva la svolta necessaria per alzare il livello difensivo e mettere in difficoltà gli avversari. Anche nella metà campo offensiva mancano le contromisure: contro la difesa schierata, la squadra fatica a trovare alternative credibili, finendo per sbattere contro avversari più strutturati.
Dubai Basketball
Okobo 5,5 – Sottotono e protagonista di qualche palla persa di troppo, prova a riscattarsi parzialmente nel finale trovando una tripla fondamentale che mette definitivamente in ghiaccio la partita, se mai ci fosse stato un dubbio.
Dangubić 6 – Entra per mantenere il livello difensivo della squadra e ci riesce.
Bacon 7,5 – Classe cristallina, al servizio della squadra. Disputa una partita di grande efficacia, capitalizzando quanto gli viene concesso senza bisogno di forzare particolarmente le giocate e mettendosi soprattutto a disposizione dei compagni, come testimoniano anche i 5 assist a referto.
Blossomgame 6,5 – Garantisce fisicità e intensità, mantenendo alto il livello atletico della squadra e risultando prezioso per gli equilibri del quintetto. Si concede anche qualche bella iniziativa personale, confermando la propria utilità su entrambi i lati del campo.
Mintz 6,5 – L’uomo in più, prezioso soprattutto per il contributo difensivo, dove garantisce intensità e solidità. Nel primo quarto trova anche 4 punti importanti, contribuendo a indirizzare subito la partita sui binari giusti.
Prepelic n.e.
Musa 7 – Partita solida e ordinata, gestisce il gioco con lucidità e senza particolari sbavature, garantendo equilibrio alla manovra della squadra.
Kabengele 7,5 – Dominante sotto canestro, dove fa letteralmente il vuoto, imponendosi con un’energia straripante e una presenza fisica determinante su entrambe le metà campo.
Diakité s.v – Tre minuti in cui non si fa trovare particolarmente pronto.
Shengelia 8 – Una prestazione che riporta alla mente il Toko dei tempi migliori. Proprio nel giorno del suo ingresso nella Hall of Fame Virtus, Shengelia punisce la sua ex squadra con una prova semplicemente dominante, in cui appare praticamente infermabile. Una sequenza continua di giocate di classe, tecnica e potenza, da mostrare nelle scuole di pallacanestro.
Wright 8 – Il migliore in campo di una Dubai estremamente solida. È lui a dettare i tempi e a dare ordine alla manovra, abbinando una difesa che mette seriamente in difficoltà Carr a una gestione lucida degli attacchi. Quando decide di mettersi in proprio, lo fa con un’efficacia quasi chirurgica, trovando puntualmente il modo di colpire.
Petrušev 5 – Prestazione opaca e poco incisiva.
Coach Pascual (voto: 7,5): La sua squadra approccia la partita con grande serietà e ne mantiene il controllo per tutti i quaranta minuti, dettando il ritmo e impedendo ai bianconeri di alzarlo. Non si lascia prendere dall’ansia nei momenti in cui gli avversari provano a rientrare, trovando sempre la soluzione giusta per ricondurre la gara sui binari desiderati e ristabilire le distanze.
Tabellino completo: Virtus Bologna 75 – 93 Dubai Basketball




