La Pallacanestro Trieste ha espugnato il PalaDozza, segnando cento punti in trasferta e portando a casa una vittoria che ha fatto rumore. Ma a rischiare di oscurare il risultato sportivo ci ha pensato il tecnico della Virtus Bologna, Alex Mumbrù, con un post-partita tutt’altro che sobrio.
Come riportato da Il Piccolo, l’allenatore delle Vu Nere ha scelto di puntare il dito contro l’arbitro Baldini, arrivando ad attribuirgli una sorta di pregiudizio sistematico nei confronti della Virtus. Un attacco diretto, nominale, che va ben oltre la normale frustrazione da sconfitta.
I numeri del fischietto e quelli del campo
A una prima lettura, le cifre arbitrali sembrano offrire qualche appiglio alle lamentele bolognesi: 24 falli fischiati alla Virtus contro 17 a Trieste, con un divario significativo anche ai tiri liberi, dove gli ospiti hanno avuto a disposizione 29 tentativi contro i soli 15 concessi ai padroni di casa. Numeri che, in superficie, potrebbero alimentare qualche mugugno.
Eppure il campo ha parlato chiaro: Trieste ha vinto con merito, segnando cento punti lontano dalle mura amiche. Un risultato che difficilmente si spiega con qualche fischio di troppo, e che racconta invece di una prestazione solida e convincente degli uomini di Francesco Taccetti.
Una caduta di stile che non giova a nessuno
Quello che colpisce non è tanto il disappunto di Mumbrù — comprensibile dopo una sconfitta pesante in casa — quanto la scelta di trasformarlo in un attacco personale a un arbitro. Indicare per nome un direttore di gara, attribuendogli un pregiudizio quasi scientifico contro la propria squadra, è una caduta di stile che non aggiunge nulla alla causa della Virtus e che rischia di spostare l’attenzione lontano dalle vere ragioni di una serata storta.
La lezione che Trieste ha impartito al PalaDozza, come sottolinea la cronaca, non riguarda soltanto il parquet.





