Le prestazioni del Panathinaikos in EuroLeague riaprono il dibattito sulla complessa convivenza tra l’enorme talento individuale e la fluidità del gioco di squadra. Esaminando l’impatto della guardia statunitense Kendrick Nunn nell’economia del club ateniese, il dirigente Marco De Benedetto ha offerto una riflessione al podcast Backdoor Call evidenziando le due facce della medaglia: «Per quanto ti dà ti toglie anche a livello di equilibri e di famosa chimica».
L’eccezionale capacità realizzativa dell’ex giocatore NBA rischia infatti di accentrare eccessivamente la manovra offensiva. Secondo l’analisi del dirigente, il giocatore necessita di una gestione tattica specifica: «Non mi sembra dei più allenabili e dei più plasmabili a un sistema».
La sfida tattica del Panathinaikos: armonizzare due sistemi di gioco
Per la guida tecnica dei Greens la missione prioritaria risiede nel rendere l’ingombro tattico della propria stella compatibile con l’organico dei veterani in rosa. La presenza di un profilo così catalizzatore richiede accorgimenti specifici per evitare di snaturare la fluidità di squadra nei momenti chiave della partita.
De Benedetto ha sintetizzato così la dualità strategica che il club greco è chiamato a risolvere sul parquet: «Occorre rendere funzionali quasi due sistemi, uno con Nunn, ingombrante, protagonista e che produce… e il sistema senza Nunn». Trovata la giusta quadra tra le due soluzioni, il Panathinaikos potrà garantire quella continuità di risultati indispensabile per confermarsi ai vertici del basket europeo.




