È finita la Coppa Italia e contestualmente anche il lunghissimo periodo di stop che ha affrontato la Dolomiti Energia Trento, anche se in buona compagnia. Domenica si riparte, Brienza seguirà la partita da casa e in panchina siederà il nuovo allenatore: Emanuele Molin.
Il nuovo coach non è sicuramente l’ultimo arrivato e la sua carriera da vice parla chiaro, essendo stato su panchine come quelle della Virtus Bologna, del Real Madrid e del CSKA Mosca. Alla seconda stagione da capo allenatore è chiamato a rialzare le sorti di una squadra che non si aspettava di trovarsi in questa condizione a questo punto della stagione.
I titolari
Guardando il quintetto iniziale della Dolomiti Energia non ci si spiega come possa essere così in basso nella classifica. Jacorey Williams è da considerarsi uno dei centri migliori del campionato, come attestano i 16.6 punti a partita e i 7.5 rimbalzi. È inoltre il terzo miglior rollatore della lega, dopo Cain e Mekowulu, due giocatori che però pagano a Williams in quanto ad atletismo.
A lui si aggiungono Gary Browne, il migliore della lega in isolamento, e Luke Maye, terzo miglior tiratore in pick n’pop. Dov’è quindi il problema?
Se si guardano ai titolari il problema offensivo è proprio nell’individualità dei singoli, che infatti porta Trento ad essere la terzultima squadra per assist a partita, solo 16.8. Gary Browne, play titolare della squadra, è l’unico a superare i 5 assist a partita, il secondo è Forray a 3 di media.
Queste statistiche inoltre non sono rette da un’efficienza offensiva fuori dal comune dei singoli interpreti, visto che il solo Williams supera i 15 punti a partita e sono solo 3 i giocatori sopra i 10. Tutto ciò porta Trento ad essere la terza squadra peggiore per punti segnati: 78.19.
Serve, tra i titolari, l’apporto di Morgan, che più di una volta è risultato anonimo, come attestano i soli 9.8 punti di media in 28.2 minuti di utilizzo. Il talento ci sarebbe ed il giocatore è ben inserito all’interno della squadra, ma sembra voler rischiare poco e rilegarsi ad un ruolo difensivo che è sicuramente utile, ma che non basta al peggior attacco della lega.
Conclude il quintetto un Kelvin Martin quasi irriconoscibile, alla peggior stagione in Italia, dove sta toccando il minimo storico in praticamente tutte le statistiche possibili se si esclude la stagione a Bologna, dove giocava ben 6.5 minuti di media in meno rispetto ad ora.
La panchina
Il problema fondamentale di questa Trento è però sicuramente la panchina, dove gli unici due giocatori veramente importanti per la partita sono Victor Sanders e Toto Forray. L’americano, che ad inizio campionato sembrava poter essere un fattore importante in questa squadra, visto il talento cristallino che ha dimostrato a più riprese, sta deludendo non poco.
Le sue scelte sono spesso di difficile intuizione, gioca moltissimo isolamento, tende a non servire i compagni e a prendersi tiri molto forzati, magari dopo aver palleggiato 24 secondi. Nella second unit di Trento dovrebbe essere il centro offensivo dell’azione, creare vantaggi per i compagni e impensierire la difesa, poiché è effettivamente il più pericoloso dalla panchina. Tende però a chiedere troppa palla e spesso la toglie dalle sapienti mani di Toto Forray.
L’argentino dal canto suo fa quello che può, in una delle sue migliori stagioni a Trento. Probabilmente però un apporto di soli 6.3 punti, 2,7 rimbalzi, 3 assist e 1.1 palle rubate di media non sono abbastanza in una squadra corta come quella trentina, che fa affidamento su di lui per guidare la panchina.
Cosa fare
Indubbiamente il materiale per risalire la classifica c’è, anche se sembra difficile agguantare i playoffs. Bisognerà organizzare il gioco offensivo trentino, portare schemi, soluzioni, e non lasciare il peso dell’attacco sulle spalle dei pochi in grado di creare punti. Sarà importante far girare di più la palla e coinvolgere tutti.
Molin ha già dichiarato di voler coinvolgere di più Mezzanotte, che a mio parere è il giovane più futuribile tra quelli presenti a Trento. La scelta è sicuramente interessante e lungimirante, ma il giovane con la 14 dovrà dimostrare di guadagnarsi un posto in rotazione, cercando di trovare un po’ di fiducia che a tratti è sembrata mancare nel corso della stagione.
Idealmente anche la corsa in EuroCup è ancora aperta, e risulterà fondamentale la sfida di mercoledì con il Partizan, che, a scanso di sorprese da parte del Lokomotiv Kuban contro Boulogne, risulterà fondamentale nella corsa alle Final Eight. La qualificazione resta comunque molto difficile, vista la sconfitta per 71-43 all’andata contro Belgrado, ma è importante sperarci, visto che all’ultima giornata l’ex squadra di Trinchieri dovrà affrontare il Boulogne capolista del girone.
Prima c’è però da pensare a domenica, partita importantissima per Trento contro la Vanoli Cremona, che cerca il sorpasso in campionato per allontanarsi dalla zona retrocessione. Sarà importantissimo vincere per alzare il morale e tenere il contatto con le squadre di metà classifica.
