Possiamo dire che l’Olimpia Milano ha dato uno schiaffo molto forte alla concorrenza in Italia vincendo anche la finale con il pilota automatico e stabilendo il record di 87 punti di scarto rifilati a tre squadre nella stessa competizione. È qualcosa che ci si poteva aspettare (non in questi termini magari), ma che in una competizione così ti devi sempre guadagnare. Se contro Reggio Emilia rimaneggiata e Pesaro alla terza fatica in tre giorni ce lo si poteva anche aspettare, di certo non con una Reyer Venezia che 48 ore prima aveva messo la museruola alla Virtus. E invece non c’è stata storia per nessuno. Una vittoria del gruppo Olimpia Milano ed è proprio questo che abbiamo notato in questi tre giorni.
Perfezionismo, maniacalità o ossessione?
Arriviamo alla pausa lunga della finale con l’Olimpia avanti di 27 punti e in pieno controllo. L’apertura del contropiede per l’ultimo tiro non è dei migliori, la palla arriva nelle stringhe di Punter che fatica a controllarla producendo poi un tiro finale dell’Olimpia pochi attimi dopo non esattamente splendido. Messina esce dal campo letteralmente imbelvito per il passaggio nelle stringhe di fianco a un Mario Fioretti che asseconda silenziosamente le ire del proprio coach. Quale sia delle tre la situazione da associare a questo evento lo lasciamo a voi…
Messina e il rapporto con Chacho e Delaney
Si sa che il coach non fa prigionieri, ma con Malcolm Delaney è evidente che abbia un modo di trattare diverso. Delaney ritiene di aver subito fallo in attacco e per questo ritorna camminando in difesa, cosa che fa imbestialire Messina. Tanti allenatori lo avrebbero tolto, nell’azione seguente Delaney segna, si prende la reprimenda del coach, fa segno okay con la mano e dopo due azioni di grande difesa torna in panchina e si prende i complimenti e gli incitamenti del coach. È chiaro che Malcolm in campo è il più umorale della squadra, ma Messina gli sta riservando molte attenzioni anche perchè la sua poit guard in questi tre giorni ha difeso in modo sublime nonostante non sia mai entrato in ritmo in attacco.
Capitolo diverso per il Chacho che, se dovessimo puntare un centesimo, è il preferito di coach Messina. Dopo un assist al bacio per un compagno, Messina lo chiama a se e gli dà una lettura in più sull’attacco. Rodriguez, nonostante la giocata, lo sta ad ascoltare e accetta la notazione, ma la mimica facciale di Ettore quando parla con il Chacho è diversa dalle altre…non è il tono o l’inflessione che non possiamo sapere, ma basta guardare il suo volto.
L’abbraccio con Paul Biligha
Sul finire del quarto periodo Moraschini e Biligha trovano ancora il modo di stare nel match. Ricky contesta la scelta difensiva di Biligha su un cambio e il centro si assume per due volte la colpa. Dall’altra parte fa un paio di buone giocate e poi viene richiamato in panchina. Messina lo segue fino alla sedia, lo chiama a sè, gli spiega due cose di cui Biligha si accusa immediatamente. Poi lo manda a sedere con un sorriso che non tanto spesso vediamo sul volto di Ettore.
Le parole di Messina sul gruppo squadra di questa Olimpia è una delle chiavi di questi successi e vedendoli da vicino è facile capirlo dalle interazioni che hanno tra di loro. Sembra retorica, ma questa è davvero la vittoria di tutti.





