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Analytics: la difesa non si misura sui punti subiti, lo sa anche un bimbo di 5 anni

Abbiamo preso in prestito una frase di Sergio Scariolo dalla conferenza stampa post match contro Brescia per incastonarla a imperitura memoria e cercare di divulgare ancora meglio il messaggio che ormai la pallacanestro di oggi va analizzata con i numeri, ma quelli giusti. Noi da un paio di anni vi proponiamo le analytics che abbiamo a disposizione tramite Instat basket e queste servono per farvi capire meglio i numeri stessi, ma anche per “pesarli” ovvero parametrarli ad altri dati che servono per avere il quadro corretto di cosa significhi avere un buon attacco o una buona difesa.
Oggi parliamo di squadre quindi allacciate le cinture.

Attacco

Partiamo con una visione delle zone più ricercate dagli attacchi e anche quelle con più efficacia. Troviamo un’ottima efficienza, ad esempio, nelle corner threes, ma una relativa ricerca di tale tiro da parte degli attacchi. Per avere una piccola idea di come, quanto e dove le squadre tirano, queste chart aiutano.

La cosa più interessante da capire riguardo ai pick and roll è quante volte vengano giocati e soprattutto chi concluda a canestro. Brescia è, per distacco, la prima per conclusioni tentate dall’handler, stando a significare che le guardie hanno licenza d’uccidere e fantasia per creare da soli problemi alle difese, mentre la Virtus gioca molto di più questa soluzione per creare piuttosto che per finire, infatti l’handler praticamente non è quasi mai chi conclude l’azione. Discorso analogo anche per il roller, dove Pesaro si conferma in testa alla categoria grazie a un rollante di qualità, ma già qui la Virtus staziona a metà classifica testimoniando che nemmeno il roller è la destinazione obbligatoria dei pick and roll creati. Fisiologicamente le percentuali di realizzazioni qui sono più alte.

Discorso diverso per post pus e transizioni. La difesa della Virtus genera dieci conclusioni in transizione a partita e questo è segno di buona qualità difensiva, ma anche di giocatori che la sanno spingere e occupano correttamente le corsie. Varese gioca molto in post, così come Brindisi che ha Nick Perkins, mentre Cremona non solo non conclude, ma non cerca proprio quella soluzione.

Interessante qui è vedere cosa succede quando una conclusione viene creato per un tiratore. Brindisi crea tantissimi tiri per i suoi esterni piazzati e converte con ottime percentuali, mentre Reggio, ad esempio, pur essendo a metà classifica per efficienza è dead last per numero di tiri creati. Gli esterni di Varese e Venezia, ma anche Reggio e Fortitudo tendono molto a rimetter la palla per terra, mentre Treviso (Dimsa effect), Tortona, Venezia, Brescia e Virtus sfruttano molto i tiri in uscita dai blocchi avendo interpreti adatti per farlo.

Come ultimo dato andiamo a vedere come Brescia e Napoli siano brave a convertire difesa in attacco, ma anche quanto questa non sia una statistica che significhi automaticamente buona difesa, ma bensì un mindset di quando la difesa può scatenare l’attacco. Nei punti in vernice la Virtus è prima praticamente da due anni ininterrottamente per quantità di realizzazione. C’è chi converte un pò meglio, ma parliamo sempre di top three per percentuali. Invece preoccupa abbastanza le avversarie vedere l’Olimpia prima per punti da secondi possessi, vista anche la qualità dell’attacco che mette in campo.

 

Simone Mazzola
Simone Mazzola
Simone Mazzola è ideatore e fondatore di Backdoor Podcast. Giornalista pubblicista iscritto all'albo, segue e racconta il basket quotidianamente da oltre vent'anni. Nel corso della sua carriera ha collaborato con redazioni del calibro di FoxSports e del sito italiano NBA. È inoltre autore del libro "American Dream: un infiltrato alle NBA Finals".X: https://x.com/mazzola_simone IG: https://www.instagram.com/datruth84/