La settimana scorsa abbiamo dato i cinque nomi che secondo Backdoor Podcast hanno reso al meglio fino a questo momento in campionato, oggi proveremo a fare il contrario. Parleremo infatti del quintetto di giocatori che, per un motivo o per un altro, hanno deluso di più le aspettative dei propri tifosi in tutta la Serie A.
PM- Josh Perkins (9,5p/ 3,8r/ 5,6ast)
Il play arrivato in estate alla corte di Vitucci non ha reso al meglio e la stagione di Brindisi ne sta soffrendo. Nessuno si aspettava il nuovo Harrison in termini di punti messi a segno e qualità, ma il Perkins visto fino ad ora non basta. I numeri non sono cattivi e il giocatore ha anche mostrato lampi di grande talento nel corso della stagione, ma questi picchi rimangono troppo pochi rispetto al resto dei minuti giocati. L’ex Gonzaga è sicuramente un ottimo passatore ma troppo spesso pecca in leziosità, così come sta facendo molta fatica ad assumersi le responsabilità dell’attacco di Brindisi. Va detto che questa è la sua prima esperienza effettiva da pro in Europa, da cui derivano delle ovvie difficoltà di adattamento al livello di fisicità e aggressività della competizione, ma il problema maggiore dell’americano è la costanza con cui riuscire a rendere a questo livello. Il talento c’è, ora la punta di diamante del mercato estivo brindisino deve però iniziare a dimostrarlo con continuità.
G- Jerian Grant (5,6p/ 2,2r/ 2,5ast)
Sicuramente si sbagliava chi pensava che potesse essere un titolare fisso di quest’Olimpia, ma il Grant visto fino ad ora è una copia molto brutta del giocatore visto a Patrasso. Il nipote di Horace sin dall’inizio non è riuscito a calarsi nel ruolo per lui previsto da Messina, apparendo in quasi ogni sua uscita spaesato. Se in difesa il lavoro dell’esterno americano è stato di buona qualità (grazie anche alle sue lunghe leve e al suo fisico), in attacco è sembrato molto spesso indeciso. Le difficoltà più evidenti sono state nel tiro dalla lunga distanza, che l’ex NBA sta mettendo a segno con un maldestro 24%, ma anche nel portare palla e far girare la squadra. Difficoltà di adattamento, come dicevamo prima, visto che nel Promitheas Grant aveva in mano le chiavi della squadra, mentre a Milano si è ritrovato ad essere uno dei giocatori meno utilizzati. Starà a lui ora mostrare di poter dare qualcosa in più anche nei pochi minuti a disposizione.





