HomeEuroLeagueJordi Bertomeu sull'attuale Eurolega: "Non è cambiato niente"

Jordi Bertomeu sull’attuale Eurolega: “Non è cambiato niente”

L’Eurolega ha vissuto cambiamenti molto recenti con l’avvicendamento di Dejan Bodiroga come nuovo presidente e si prepara, nel prossimo futuro, a viverne altri. D’altronde, la competizione è cambiata più volte nel corso degli anni e ciò che si prospetta potrebbe sconvolgerla nuovamente. Di recente, tuttavia, è tornato a parlare un personaggio che la storia dell’Eurolega l’ha scritta nel passato e che di sicuro non farà più parte del suo futuro: Jordi Bertomeu. In una recente intervista al portale MozzartSport, l’ex CEO della competizione ha parlato del suo operato negli scorsi anni e di quale potrebbe essere secondo lui l’avvenire dell’Eurolega.

Bertomeu è stato a capo della massima competizione europea per 22 anni, fin dalla sua fondazione. Anni in cui sicuramente il torneo è cresciuto e si è evoluto, come gioco e come prodotto, ma la sensazione è che ancora molta strada sia da percorrere. Per questo, ormai quattro mesi fa, una nuova figura è stata scelta come suo sostituto: Dejan Bodiroga. Il serbo ha scritto pagine importanti della storia europea in campo, e ora si prepara a fare altrettanto fuori. Lui e Glickman hanno illustrato diversi piani di crescita per il torneo fino ad ora, senza tuttavia stravolgere niente (almeno fino a questo momento). Proprio da quest’ultimo punto Bertomeu ha iniziato la propria intervista, asserendo come l’operato di Bodiroga fino ad ora sia stato pressoché inavvertito.

Li conosco entrambi. Uno è stato un giocatore incredibile, l’altro un mio consulente per anni. Non so quale sia il loro piano, ma da quello che ho letto non c’è nulla di nuovo. Ci sono solo chiacchiere di cambiamenti nella competizione, ma questo era anche nei piani che avevo presentato io stesso alle squadre.

Il ragionamento presentato da Bertomeu si concentra, quindi, su una sorta di proprietà intellettuale di questi cambiamenti tanto discussi. Lo spagnolo successivamente dichiara come lui stesso abbia iniziato a preparare il tavolo per l’espansione dell’Eurolega, partendo da Parigi e Londra e concedendo loro delle wild cards in Eurocup.

Non c’è nulla di nuovo. So che vogliono migliorare il prodotto, ma anche questo non è nuovo. Non so quale sia il loro piano, non ci ho parlato e non mi hanno contattato, ma non vedo niente nei media che non fosse nei miei piani prima di lasciare.

Rimanendo in tema di espansione, Bertomeu si è anche espresso sulla possibilità di nuovi investitori in Eurolega provenienti da Dubai. Un tema non facile da trattare, e che ha visto i tifosi dividersi tra opinioni favorevoli e altre decisamente contrarie. La questione fondamentale è la seguente: permettere agli Emirati Arabi di entrare in Eurolega andrebbe in controtendenza rispetto alla natura stessa della competizione?

E’ un’opportunità interessante. Capisco che suoni strano perché è un paese al di fuori dell’Europa, ma anche Israele non fa parte dell’Europa geograficamente, è tradizione. Le discussioni erano iniziate nel febbraio 2022 e sono rimasto colpito dall’impegno di Dubai. So che è difficile realizzarlo alla fine, ma è una prospettiva importante.

Un altro dei temi recentemente molto discussi ha riguardato la differenza sempre più sottile tra EuroCup e Basketball Champions League. Molte squadre che appartenevano alla prima competizione, infatti, giocano ora in Eurolega e questo ha diminuito visibilmente la qualità del torneo. Dall’altro lato, negli ultimi anni la BCL ha presentato una qualità crescente, sia in termini delle società partecipanti che di marketing e promozione. Per questo spesso si è parlato di una possibile unione tra i due tornei, ma Bertomeu sembra essere di un’altra opinione.

Queste ipotesi circolano già da tempo ma, per mia opinione, sarebbe un errore. Comunque, non è più mia responsabilità e saranno altre persone a decidere. Non sono vicino all’argomento ora, almeno non con l’Eurolega. Per me è tempo di pensare ad altri progetti.

Infine, Bertomeu non si è risparmiato nel far sentire la propria voce nei confronti della FIBA. I litigi tra quest’ultima e l’Eurolega sono ormai all’ordine del giorno e una soluzione non sembra possa arrivare a breve. L’ex CEO, infatti, dichiara che la FIBA stessa non sembra essere aperta ad un dialogo costruttivo.

Quando abbiamo parlato, quando ancora c’era Patrick Baumann, abbiamo presentato alla FIBA almeno tre alternative alle finestre prima e dopo che cominciassero. Dissero che le finestre non sono negoziabili e sono di fondamentale importanza per loro.

La cosa più sbagliata è iniziare a fare una cosa senza sapere davvero quello che puoi e non puoi fare. La FIBA vuole fare come la FIFA nel calcio, ma nel calcio non c’è la NBA. Sono loro che hanno inserito le finestre nel calendario internazionale, e da quel momento non hanno più considerato il tema negoziabile.

Inoltre, l’ex presidente di Eurolega ha anche parlato di tre offerte esclusive proposte alla FIBA in alternativa alle finestre. Anche qui, tuttavia, la Federazione si è dimostrata impassibile e non ha voluto sentire ragioni.

Abbiamo fatto tre piani da 50 pagine ciascuno. Si davano ai giocatori dalle 6 alle 8 settimane di riposo, si lasciava un mese o un mese e mezzo alle competizioni delle nazionali senza sovrapporsi ad altro e il resto dell’anno era dedicato alle competizioni di club. Avevamo presentato un calendario fino al 2026.

Di queste offerte non si era mai parlato prima, ma rimane il fatto che la situazione ora come ora non sia delle migliori. I giocatori vengono spremuti fino all’osso da impegni che stanno diventando sempre più consumanti, e di questo ne risente lo spettacolo. Inoltre, le finestre FIBA durante l’anno non permettono ai migliori di rappresentare le loro nazionali, sovrapponendosi con altre gare. Per questo, anche squadre potenzialmente molto forti si trovano a dover giocare con dei sostituti e magari non qualificarsi.

La Slovenia, da vincitrice degli Europei, non era ai Mondiali perché non si era qualificata. È una conseguenza di quella politica. Volete guardare partite delle nazionali senza i giocatori migliori e pensare che questo aiuti il basket? Io non ne sono sicuro.

Marco Marini
Marco Marini
Marchigiano fuori sede, studio Relazioni Internazionali e nel frattempo mi diletto a scrivere della mia più grande passione: il basket.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui
Captcha verification failed!
CAPTCHA user score failed. Please contact us!