L’undicesima sfida nelle ultime due stagioni tra Virtus Bologna e Bertram Yachts Tortona inaugura la semifinale degli LBA Playoff 2023. Come lo scorso anno, anche ora in palio le due compagini bianconere si giocano l’accesso alle Finals. Nel 2022 non ci fu sostanzialmente contraddittorio, con un perentorio 3-0 a sancire il dominio virtussino. Gara 1 della passata semifinale era stata preda della voracità offensiva di Belinelli, protagonista di 19 punti nel solo 4° quarto. La storia si ripeterà, dimostrando il giusto approccio mentale di una squadra di EuroLeague applicato al contesto italiano? O Tortona riuscirà a sottrarre il fattore campo e firmare un upset impronosticabile alla vigilia? GamePlan analizza il perché e il percome dello sviluppo tattico di gara 1 alla Segafredo Arena.
Beli&Candi che sorpresa
La prima sorpresa si scorge già nei quintetti iniziali: al posto di Harper Ramondino decide di dare fiducia e minutaggio sin dalla palla a due a Leonardo Candi, bolognese e fortitudino di formazione; Scariolo non è da meno, proponendo nello starting five Marco Belinelli, per lunga parte dell’anno arma dalla panchina (Sixth Man Of The Year, volenti o nolenti). 6-0 in 80″ è il benvenuto che la fisicità e il ritmo della Virtus danno alla squadra di Ramondino: un paio di possessi gestiti in post da Bologna finalizzati dalle triple di Belinelli e una pressione asfissiante sul perimetro sono i fattori che l’LBA ha ormai imparato a conoscere senza trovare una soluzione. In difesa Scariolo opta per una difesa aggressive drop su qualsiasi blocco sulla palla e riempire l’area con l’uomo da lato debole, viaggiando insieme alla palla in caso di ribaltamento. Per una strategia efficace serve un Daniel Hackett versione deluxe per mettere la museruola a Semaj Christon, mattatore della serie con Trento e uno dei pochi in LBA (forse solo Shields?) a poter “tirare in testa” al nativo di Forlimpopoli. Nell’altra metà campo, nel caso in cui il quintetto di Ramondino riesce a fronteggiare il post costringendo alla circolazione perimetrale, sono Cordinier e Shengelia a mettere pressione al ferro. Dalla single coverage di Daum e Macura dipenderà la competitività e la lunghezza della serie.
SuperBonus Tortona
La gestione dei falli sarà una questione urgente da risolvere per Tortona: il bonus raggiunto a 6’18” dalla prima sirena è un dato allarmante. L’unico matchup che pare pagare dividendi è sotto canestro, dove la confusione tecnica al ferro di Jaiteh è sfruttata dalle letture di Cain, ma sono i primi passi con cui gli esterni di Derthona attaccheranno Belinelli saranno ago della bilancia dell’attacco piemontese nel computo della serie. Post di Christon, pick&roll gestito da Macura, 1vs1 fronte a canestro di Harper col quarto di campo liberato da uno stagger decoy: la varietà di intenzioni è notevolissima, i risultati meno.
Ojeleye Semina il panico
Teodosic-Pajola: la coppia di guardie dalla panchina aumenta se possibile la discrepanza di qualità in rapporto ai giri del motore emiliani. A Christon è preclusa qualsiasi via per il ferro, vera chiave del ritmo offensivo di Tortona, e la serata non è una di quelle con percentuali dalla lunga tali da sostenere il divieto d’accesso in area (0/6 di squadra nel primo quarto, tutte sostanzialmente a giochi rotti). Se la Bertram Yachts è sotto solo di 10 al termine del primo quarto lo deve alla rapidità delle mani di Severini e Radosevic negli aiuti e nel contenimento sulle penetrazioni di Teodosic e Pajola, ma il numero alto di possessi generati non è concretizzato dal altrettanti punti a tabellone. Il secondo quarto inizia con una ricerca esasperata di ricezioni nel pitturato di Ojeleye, immarcabile per qualsiasi esterno di Tortona. Nemmeno il pop di Severini per togliere l’ex Celtics dalla protezione del proprio canestro ottiene i risultati sperati, anche perché la palla non vuol saperne proprio di entrare da dietro la linea da 3.
3⃣ Quando mancano 10' alla fine del match la @VirtusSegafredo conduce per 63-41 sul @DerthonaBasket#LBAPlayoff #TuttoUnAltroSport pic.twitter.com/7WSJVJ8rpZ
— Lega Basket Serie A (@LegaBasketA) May 28, 2023
Taglio verticale e riapertura dal post
Su cosa dovrà lavorare Scariolo per il secondo atto, in scena sempre alla Segafredo Arena nella serata di martedì? Sui tagli verticali dal tiro libero verso canestro, eseguiti dai lunghi di Tortona in situazioni di reject di un pin down del piccolo. Severini e Cain, sia da rimessa che lontano dalla palla da lato debole, fintano di fungere da secondo bloccante per uno stagger e sono a loro volta bloccati da un piccolo: i lunghi della Virtus sono lenti a reagire alla variazione, lasciando un paio di ricezioni troppo semplici per appoggi al vetro. Altra situazione circolettata di rosso dallo staff della Virtus: quando la ricezione nel mezzo angolo è statica Tortona decide di collassare in area, disponendosi con una 2-3 stretta in un fazzoletto per evitare tagli dalla punta che tanti danni avevano fatto nella Final Eight di Coppa Italia. Non sempre la riapertura è pulitissima, anche perché Bologna si ostina talvolta a cercare una linea per il lungo nel dunker spot opposto come se la legge dell’ impenetrabilità dei corpi non valesse nel pitturato derthonino.
La Virtus non ha detto l’ultima parola
Come trovare vie alternative dopo un primo tempo da 0/13 da 3 e un -20 al tabellone? Ramondino opta per un Horns set (doppia possibilità di blocco sul pick&roll centrale) in favore di Christon portati quasi a metà campo, per aprire zone di campo dapprima intasate e sgravare lo #0 dall’esclusiva pressione sulla palla ancor prima di raggiungere il perimetro. Quando la tasca sarebbe aperta ci pensa il piede di Jaiteh a chiuderla: non sarebbe il caso di punire questo movimento con un antisportivo? Cosa esiste di più contrario al principio di uno sport che si gioca con le mani il calciare il passaggio battuto a terra alla Jokic? Perdonate la divagazione, ma restate concentrati sul terzo quarto è davvero complicato. Solo la prima tripla, al 18esimo tentativo, della partita di Tortona e 4 rimbalzi offensivi consecutivi della squadra di Ramondino riportano gli ospiti sul -19 e regalano un sussulto, silenziato dalla tripla sulla sirena di Pajola che riporta la Virtus sul +22 e ci regala altri 10′ per elucubrazioni più o meno pertinenti. Una di queste, forse, ha più senso di tutte le altre: l’intensità difensiva mostrata da Tortona al rientro sul parquet dopo l’intervallo fa ben sperare per il prosieguo del confronto.





