La Virtus Bologna riapre la serie di finale scudetto con una prova difensiva maiuscola, guidata da Hackett e Teodosic. Milano non trova mai il bandolo della matassa offensiva e le statistiche non mentono. Analizziamo i punti cruciali dal punto di vista della analytics.
Hackett dominante oltre i numeri
Si può dire che l’MVP del match di ieri sia stato Daniel Hackett che, pur non partendo con le marce altissime e non risultando particolarmente appariscente, ha messo entrambe le mani sul confronto sia in difesa che in attacco. E‘ chiaro che dopo gara 1 Scariolo abbia identificato (giustamente) Shabazz Napier come la fonte di gioco milanese e ieri Hackett ha fatto su di lui un lavoro mirabile costringendolo a un 1-3 dal campo, ma anche tante scelte affrettate e difficili. Dall’altra parte invece ha fatto valere il suo peso, le sue abilità in post basso e vicino a canestro chiudendo con 4-5 marcato da Napier come primary defender. Nonostante Messina ormai mandi l’aiuto fisso sul suo isolamento in post, Daniel ha comunque sfruttato il vantaggio segnando anche un canestro vitale facendosi vedere a rimbalzo offensivo. Il suo 107 di offensive rating, combinato all’84 di defensive parlano di un +23 che è parte del motivo del 2-1.
Con un Teodosic così…
Se Teodosic è questo la Virtus ha tutte le carte in regola per ribaltare la serie. Il perchè non sta tanto nella capacità di calamitare a sè le attenzioni della difesa, ma quanto sia riuscito a essere efficace in difesa. Nessuno ha segnato contro di lui come primary defender: 0-2 Hall, 0-1 Biligha, 0-1 Datome, ma soprattutto l’eye test dice che è passato sui blocchi con la cattiveria di chi ha identificato la gara come decisiva e ha deciso di mettere in campo tutta la sua leadership per vincere. Ha difeso come non gli si vede spesso fare e, per questo, dopo i canestri iniziali di Belinelli, con cui si staggera a livello di minutaggio, ha avuto i momenti decisivi a disposizione che ha sfruttato con una sobria efficacia da 116 di ORtg e 57 di DRtg.
Napier malissimo
Se invece questo è Napier, l’Olimpia ha davvero di che preoccuparsi per le prossime quattro partite. Completamente dominato fisicamente da Daniel Hackett che ha tirato 4-5 contro di lui, ma soprattutto è sembrato scentrato, assolutamente fuori ritmo al tiro e anche un poco distratto. A tal proposito la mente mi torna al bellissimo gioco a tre con Melli in post medio, lui che blocca orizzontale per Shields che attira la difesa per poi tagliare con una direttrice a canestro libera sul passaggio perfetto di Melli. Lì perde inspiegabilmente palla non facendo presa in modo abbastanza superficiale. I numeri sono impietosi: 69 di Ortg e 90 di Drtg. I conti di somme e sottrazioni li lascio a voi. Milano si aspetta un Napier diverso e per vincere a Bologna, probabilmente è l’unica chance.
Olimpia attacco asfittico ma…
L’Olimpia produce un terrificante 73.9 di squadra a livello di ORtg con il quale non solo non vinci una gara di finale scudetto, ma nemmeno la seconda giornata di Regular Season. Questo deriva da una superficiale cura del pallone (14 perse finali di cui almeno due sanguinose nel momento dell’ultimo tentativo di rimonta), poi c’è il 10-37 da tre punti, considerando che subito in apertura sono entrate due delle 10 triple, nel resto del match siamo a 8-35. Quello che, pur nel disastro offensivo, ha condannato l’Olimpia è l‘1-7 da tre punti su tiri uncontested, perchè se è vero che l’attacco è stato asfittico, solo nel quarto periodo ci sono due piazzati di Shields e uno di Voigtmann completamente aperti, quindi i tiri che vuoi prendere. Non segnarli, al pari dei liberi della Virtus in gara due, ti costa la partita, ma siamo sicuri che Messina quei tiri li voglia sempre prendere nel quarto periodo di una partita, perchè è quasi più facile avere nove punti che zero.
