Una partita dalle richieste specifiche, come ogni gara di EuroLeague che si rispetti. Nonostante lo star power sia nettamente inferiore rispetto alla media, anche l’Alba Berlino è una squadra con peculiarità di difficile maneggevolezza per la Virtus Bologna. Nel Round 3 di EuroLeague del PalaDozza le Vu Nere inaugurando il doppio turno casalingo accogliendo i Manuè Procida e Spagnolo, entrambi più o meno vicini a indossare la canotta bianconera nel recente passato. La Virtus viene dalla roboante vittoria nel Principato, mentre l’Alba è reduce dalla sconfitta casalinga col Baskonia: in GamePlan proviamo ad analizzare, quarto per quarto, le chiavi tattiche dei possessi della sfida nella sfida tra Luca Banchi e Israel González.
- Accoppiamenti difensivi tra i quintetti iniziali. Lato Virtus: Hackett su Samar, Cordinier-Brown, Belinelli-Thomas, Shengelia-Olinde e Dunston-Thiemann. Stesse coppie ma a ruoli invertiti nella metà campo dell’Alba.
- A tiratore che gira sui blocchi si risponde con tiratore più esperto e stazzato che gira sui blocchi: primo possesso offensivo Virtus, due pin down per l’arresto e tiro di Belinelli con Thomas costretto a inseguire dato che, per scelta, l’Alba fa show non solo sul P&R ma anche sui blocchi verticali.
- Matt Thomas è un tiratore clamoroso se innescato dal movimento sul perimetro, ma è un giocatore estremamente limitato e undersized se costretto ad attaccare il pitturato. Scelta della Virtus, quindi, è droppare sui P&R laterali sfruttando la taglia di Belinelli sul palleggiatore e il lavoro di Dunston nel bilanciare l’arretramento, il mulinare le braccia per interrompere la linea di passaggio verso il rollante e l’equilibrio per contestare la penetrazione. Risultato: palla recuperata e transizione rapida.
- Palla in post a Shengelia significa raddoppio dal gomito di lato forte dell’Alba. La scelta di González è gestire il lato debole con le rotazioni degli esterni, contando sulle leve e il dinamismo di Olinde a gestire l’inferiorità numerica.
- Lo show dell’Alba sulle uscite è pericoloso se portato con gli angoli sbagliati: le braccia impediscono a Belinelli di concludere ma non di servire Dunston libero dopo aver portato il blocco. Così non significa raddoppiare, significa esporsi alla circolazione avversaria.
- Con Belinelli in campo è il capitano virtussino il focus dell’attacco della Virtus: possesso gestito da Hackett, hand off del Beli e back screen del professor Dunston. La rotazione dall’angolo opposto è tardiva, il jumper è un tiro con il disturbo che ha durante il riscaldamento prepartita.
- I principi stunt della difesa della Virtus non cambiano nemmeno con l’Alba: con non tiratori come Brown in angolo l’affondo sull’uomo che gestisce il possesso in ala sul perimetro è automatico.
- In una delle poche occasioni in cui la Virtus gode di un vantaggio fisico in tutti i ruoli, ecco che Banchi cerca di sfruttarlo sin dai primissimi secondi dell’azione: concedere la tripla in angolo non solo garantisce un vantaggio numerico e posizionale a rimbalzo ma anche nell’attaccare dinamicamente la metà campo lasciandosi un esterno dietro di sé e sfruttando tutti i crossmatch (accoppiamenti lungo-piccolo in transizione) possibili. Piccoli che compensano il sovrannumero avversario significa caricare di falli le guardie dell’Alba e mantenere la pressione al ferro avversario.
- Raddoppio dal gomito di lato forte dell’Alba significa, con la giusta lettura, un quarto di campo completamente libero per colpire dal perimetro: se a farlo è Marco Stefano Belinelli, aggiungerne 3 a tabellone è quasi automatico. Il 9-2 iniziale suggerisce qualche cambiamento di strategia a coach González?
- Cambio di strategia può significare anche un allungamento della difesa: sul 9-4 ecco la prima zona trap a tutto campo. L’uomo di chi compie la rimessa da fondo raddoppia il ricevitore e il terzo uomo da lato debole balla tra il rimettitore e il marcatore diretto. Obiettivo dell’Alba non è rallentare il superamento della metà campo ma cercare direttamente la rubata, così Olinde (il più dotato per istinto e fisico) esaspera la rotazione sin sotto al ferro della Virtus.
- P&R con Thiemann rollante, la scelta della Virtus è fare show con Dunston e Cordinier chiamato a taggare (prendere contatto e rallentare la corsa senza palla verso il ferro) il tedesco. La posizione è perfetta, la caduta sul lieve contatto non convince la terna a fischiare sfondamento, il recupero di Dunston è leggermente in ritardo e consente al #32 di trovare il secondo canestro dal campo in poco più di 4′ di gioco per l’Alba.





