Il derby d’Italia di EuroLeague ha i colori bianconeri. La partita è stata godibile, magari non incredibilmente spettacolare, ma di certo con tanti spunti tecnici e tattici che hanno dato ancor più sale alla sfida. Vince la Virtus perché, nonostante le assenze, è più squadra, più conscia dei propri limiti e delle proprie forze e ha avuto contributo da tutti quelli che dovevano salire di livello, ma che al contempo sanno precisamente quale sia il loro ruolo in campo. L’Olimpia è clamorosamente indietro e in un pantano tecnico che sembra non avere fine, ma nel post partita affiora un bellissimo retroscena del match.
Ettore Messina, in conferenza stampa, ringrazia pubblicamente Luca Banchi per un gesto di grande classe. Il coach della Virtus accompagna Messina all’uscita dagli spogliatoi cercando di evitare quella che è ormai un’accoglienza classica che i tifosi Virtus riservano al coach biancorosso.
Volevo ringraziare Luca Banchi perché ha voluto aspettarmi per entrare insieme in campo prima della partita, per le ragioni che potete immaginare. E’ stato un gesto di classe da parte di un collega che ho apprezzato.
Banchi risponde dicendo che il gesto in sé non sia nulla di straordinario e, se per certi versi, è vero, c’è anche da dire che non è scontato e come tale va preso: un gesto di notevole signorilità e umanità del coach toscano.
Quello che è successo prima della gara penso sia un atto dovuto di rispetto verso l’avversario, di grande considerazione che c’è nei suoi confronti, stima e ammirazione. Sono qui da poco, se non conoscessi la storia di questo club non potrei proiettarlo verso il futuro. Ho rispetto assoluto della storia perchè per me è un’ispirazione. Qui c’è molto di Sasha, molto di Sergio, ma quando vedo la V penso a Dan Peterson, a Porelli, a Messina, ad Alberto Bucci. Avere il privilegio di entrare in campo al suo fianco per me è un onore. Non deve ringraziarmi, siamo noi che ringraziamo lui perchè abbiamo vissuto questa serata come qualcosa di unico e speciale. Ogni sera che giochi una partita di Eurolega o affronti squadre come Milano con certi campioni o affronti un allenatore come lui è giusto che tu rifletta sul privilegio che stai vivendo.
In un clima sempre molto caldo nella rivalità che rappresenta il basket italiano ormai da tre anni con costanza chirurgica, il gesto dell’ ultimo arrivato come Banchi, è un messaggio distensivo che deve limitare la rivalità sportiva al campo, agli spalti, senza trascendere assolutamente in altro.
È un messaggio che va oltre il gesto in sé e di cui bisognerebbe parlare, anche dopo un match di tale intensità. Arriva un grande insegnamento, ovvero quello che per essere bravi e al top del professionismo non è necessario od obbligatorio essere stronzi, ma c’è spazio anche per l’empatia di gesti che sembrano piccoli, ma in una società e in un tifo alimentato più dal livore che dalla passione, sono manifestazioni più uniche che rare.
Grazie a Luca per avercelo ricordato.





