HomeEsclusiveGamePlanOlimpia-Efes, Hall chiama e Milano risponde: EuroLeague GamePlan

Olimpia-Efes, Hall chiama e Milano risponde: EuroLeague GamePlan

L’Olimpia Milano si rialza immediatamente dopo la sconfitta di martedì e sconfigge a domicilio l’Efes per 92-76. Decisiva la prestazione di un redivivo Hall che mette a segno 15 punti e da man forte a Shields, Mirotic e Melli nel mettere punti a tabellone. Nell’Efes ottime cose dal trio Larkin-Clyburn-Thompson, rispettivamente 13, 18 e 17 punti, ma praticamente nulla dal resto del collettivo. In una serata di grande verve offensiva, inaspettatamente è l’Olimpia a portare a casa la vittoria.

L’insospettabile efficacia del pick and roll

L’elemento principe della vittoria milanese è la qualità insolita del P&R. Situazione che solitamente regala più delusioni che gioie all’attacco biancorosso, ma che nella partita con l’Efes ha potuto giovare di una difesa molto morbida per trovare ritmo e esecuzione insolite.

L’Olimpia produce un non esaltante 0,801 PPP in stagione, ma nelle sfida in questione ha chiuso la serata con 1,333 PPP. Da cosa dipende questa improvvisa ispirazione? Dalla grossa collaborazione della difesa dell’Efes, non necessariamente la più impenetrabile della competizione.

La scelta di Can è corretta: sui P&R chiede ai suoi di fare show e recupero. Mettere maggiore pressione ai non eccelsi trattatori di palla milanesi e provare a dare una mano a un difensore molto deficitario come Larkin. L’esecuzione meno perché tra mancata pressione sulla palla e difficile collaborazione con lato debole, Milano riesce sempre a girare l’angolo con tempi e modi giusti.

La grande partita di Hall passa anche da questo. Dall’aver affrontato una difesa che non gli ha messo grosso pressione e che lo ha reso un handler migliore di quanto è solitamente.

Effetto Clyburn

La difesa di Milano ha sperimentato quanto possa essere difficile contenere un giocatore come Clyburn quando hai tre giocatori big tutti insieme. Tendenzialmente è una marcatura complessa anche per i 3 “classici”, ma quando hai tre giocatori con limitata mobilità difensiva diventa ancora più complesso.

L’Olimpia mette in campo il suo solito assetto con tre lunghi. La frontline Melli-Voigtmann-Mirotic porta lo staff turco a giocare su questo vantaggio sfruttando la capacità dell’ex CSKA di attaccare dal palleggio.

In avvio la squadra turca gioca volutamente dei pick and roll 3-4 per sfruttare la marcatura favorevole di Mirotic o Voigtmann. Milano cambia sui pick and roll che coinvolgono le due ali ma non ha la rapidità necessaria per rimanere costantemente con il giocatore americano. Tradotto in numeri: 1,667 PPP.

Problemi creati anche nelle situazioni di spot-up e isolamento, sempre sfruttando l’accoppiamento difficile della difesa milanese. La parziale ancora di salvezza per la retroguardia biancorossa è stata la sua serata storta al tiro, ma nel complesso ha creato i prevedibili grattacapi che un giocatore simile può creare a un assetto simile.

Equilibratore Hall

La partita di Hall ha contribuito fortemente alla vittoria, perché ha permesso a Milano di mantenere per buona parte dell’ultimo quarto l’assetto con tre esterni. Il ritorno all’antico dei biancorossi ha permesso loro di ritrovare quella compattezza difensiva necessaria per poter creare il gap finale che è valso la vittoria.

Hall produttivo palla in mano e capace di fare canestro ha permesso a Messina di avere un difensore perimetrale in più da mandare in campo contro Larkin e Thompson, oltre che avere un giocatore molto bravo a cambiare e recuperare in tempi rapidi.

Inoltre, la sua verve offensiva, ha permesso un maggiore utilizzo di Tonut come uomo di sponda sui pick and roll e come tiratore in angolo. Un secondo difensore perimetrale di alto livello (prima o poi dovremmo parlare delle sue partite difensive) da mandare contro una squadra che vive di trattatori della palla perimetrali.

No isolamento no party

Se Clyburn è stato il rebus della difesa Olimpia, la stessa cosa non si può dire per Thompson e Larkin nelle situazioni di isolamento. La vittoria difensiva di Milano passo soprattutto dall’aver tenuto grandi giocatori di 1 vs 1 a soli 0,692 PPP.

Vittoria difensiva resa possibile in primis dalla tenuta sulla palla. I giocatori in maglia biancorossa hanno fatto un ottimo lavoro a livello di tenuta della prima linea, non costringendo mai i compagni dal lato debole a dover effettuare rotazioni eccessive.

Anche nei minuti in cui Milano ha giocato con il quintetto big l’attacco Efes non è mai riuscito a sfruttar il vantaggio a proprio favore.

Tre esterni e il parziale è servito

Nei primi tre quarti la partita ha vissuto su un continuo equilibrio. Due squadre in buona serata offensiva ma che non riuscivano a fare quei due/tre stop difensivi sufficienti per incanalare la partita. Milano arroccata nella sua linea Maginot, l’Efes che provava in ogni modo a ricavare qualcosa dal talento dei suoi esterni conscio difensivamente la partita era complessa.

Il cambio decisivo per Milano è rappresentato dall’ingresso contemporaneo di Poythress e Tonut e il ritorno all’assetto con tre esterni. Hall e Tonut destinati al duo Thompson-Larkin, Shields dirottato sulle piste di Clyburn e la coppia di lunghi Poythress-Melli che ha potuto occuparsi a tempo pieno di Willis, Jones e Zizic.

Sui P&R che coinvolgevano gli esterni si cambiava sempre, così come sugli hand offs. In situazioni di post-up, in particolare di Clyburn, si rimaneva in singole coverage per non permettere ai tiratori in maglia blu di essere armati.

Da qui nasce una sequenza di vittoria difensive dell’Olimpia che spaccano in due la partita nel finale e che permettono agli uomini di Messina di tenere gli avversari a 15 punti nella fase conclusiva della partita.

Se è vero che Milano ha bisogno di una migliore difesa per vincere le partite, potrebbe essere necessario riflettere su quale sia il quintetto migliore per offrire la tenuta difensiva richiesta.

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