L’Olimpia Milano riesce ad avere la meglio sulla Openjobmets Varese impegnando gli uomini di Fioretti (Messina indisposto) fino al 40° minuto. Gli ospiti, ancora una volta, si avvalgono delle prestazioni super di Shields, autore di 25 punti in 26′. Nelle file dei padroni di casa grande prova di Hanlan, autore di 19 punti, ma che non basta a regalare ai suoi la vittoria nel derby. 70-74 il punteggio finale.
Effetto Shields
Nel analizzare la vittoria non si può che partire dalla prestazione di Shields. 25 punti in 26 minuti, molti dei quali nel secondo tempo, quando Varese ha provato a prendere il controllo della sfida.
Bialaszewski chiede ai suoi di sacrificare il corpo. Ruota tutti gli esterni a rotazione in marcatura sul giocatore danese, a partire da McDermott e passando per Librizzi, Hanlan e Woldentensae. In avvio la scelta è quella di fare drop sui i suoi pick and roll, ma Shields punisce quello spazio concesso dalla difesa per iniziare a mettersi in ritmo.
Nel secondo tempo Varese prova ad alzare l’intensità difensiva, con il difensore del bloccante che rimane comunque in drop ma porta la difesa sulla linea del blocco per mettersi maggiormente in visione contro l’esterno dell’Olimpia.
Nonostante l’ottimo lavoro di Spencer in questo frangente, il risultato non cambia perché Shields ruba il tempo al difensore prendendo il tiro quel mezzo secondo prima. Classico caso di buon attacco che batte una buona difesa.
Tradotto in numeri, Shields ha generato 1,333 ppp, toccando i 2 ppp nelle situazioni di pick and roll.
ISO
Impressionante differenza numerica a livello di efficacia nelle situazioni di isolamento. Milano chiude con un pessimo 0 ppp in questo frangente, mentre Varese ha generato tantissimi punti da questa situazione, finendo la partita con 1,667 ppp.
Questo disparità numerica è il motivo principale per cui Varese riesce a rimanere in partita nonostante il basso numero di possessi. L’Olimpia impone un ritmo controllato e gioca molto bene per togliere la transizione, costringendo spesso i padroni di casa a dover attaccare negli ultimi secondi.
Ed è qui che Varese gira a suo favore questo aspetto, giocando sulla scelta dell’Olimpia di fare cambio difensivo sotto i 10” sul cronometro dei 24. Hanlan e Brown decisamente i giocatori più efficaci nell’attaccare in 1 vs 1 i difensori avversari, chiudendo con 2 ppp il primo e 1,5 ppp il secondo.
In una giornata dove inevitabilmente le gambe dei difensori milanesi sono pesanti per le fatiche di Eurolega, la capacità di attaccare in 1 vs 1 si è rivelata fondamentale per rimanere aggrappati alla partita.
Teniamo botta
Un altro aspetto che ha permesso a Varese di rimanere in partita per tutti i quaranta minuti è il lavoro fatto contro il post basso di Milano. L’Olimpia ha prodotto solo 0,667 ppp in questa situazione, nonostante in più frangenti andasse a cercare i mismatch fisici che il quintetto di Varese concedeva.
In avvio l’Olimpia ottiene ottime cose con Melli in queste situazioni, ma con l’andare della partita cresce l’impatto fisico di Spencer, il quale riesce a contenere gli 1 vs 1 dei lunghi milanesi quel tanto che basta per permettere ai compagni di riempire l’area.
Bialaszewski, come da abitudine, non manda mai il raddoppio sulle situazioni di post-up, ma preferisce mandare l’aiuto sulla virata per permettere ai suoi di disturbare l’avversario con mani veloci e mobilità laterale. Scelta che paga e che toglie quasi del tutto il vantaggio fisico che l’Olimpia avrebbe potuto avere.
Pick and roll e altri rimedi
Una delle costanti delle vittorie milanesi è una buona produzione nei pick and roll. Ormai sono note le difficoltà della compagine biancorossa nella creazione palla in mano ma nelle ultime uscite ci sono stati segnali di miglioramento in questa specifica situazione di gioco e la partita con Varese ha confermato questo trend.
Nella sfida di Masnago Milano chiude con 1,188 ppp nelle situazioni di pick and roll. Sicuramente pesa tantissimo il notevole contributo di Shields, ma anche gli apporto di Hall e Bortolani hanno dato molta linfa all’attacco Olimpia con rispettivamente 1,333 ppp e 1,5 ppp.
La difesa di Varese non è di certo nota per essere una delle più arcigne e gli uomini di Fioretti ne approfittano per velocizzare l’ingresso nei set offensivi. McDermott, Hanlan, Brown e Shahid vanno tutti in difficoltà contro blocchi ben settati e Milano ha due esperti della materia a roster: Melli e Hines.
Su tutte le situazioni di pick and roll Milano otteneva grandi vantaggi sul primo blocco, costringendo la difesa a dover inseguire fin dai primi secondi. E spesso, quando il difensore del bloccante era preso dentro a un 1 vs 2 si trovava a dover fare una scelta dolorosa tra concedere un facile appoggio al palleggiatore, o cambiare mandando in mismatch fisico la difesa.
Manna dal cielo per un attacco che fisicamente era sulle gambe e che oltretutto non brilla per capacità di punire da questa situazione.
Pick and roll e altri rimedi pt 2
Anche la difesa di Milano non ha di certo brillato sui pick and roll, concedendo spesso un ingresso facile agli esterni di Varese e subendo più volte rollate profonde. Pur in una giornata in cui Varese non ha tirato con percentuali fantascientifiche, ha comunque prodotto 0,848 ppp nelle situazioni di pick and roll.
L’Olimpia prova a fare contenimento, passando forte sui blocchi e tenendo i lunghi nei pressi del ferro, a meno che l’azione no si sviluppi negli ultimi 10” della azione. Idea giusta ma gli esterni di Milano non hanno il passo per rimanere con Hanlan, Brown e Shahid.
Inoltre, in diverse situazioni, l’Olimpia ha faticato a leggere le rollante, con i lunghi di Varese molto bravi nel fintare il blocco e anticipare il taglio. Situazione che purtroppo per Varese ha pagato meno dividenti del previsto a causa delle percentuali normali da tre (32.1%) e per le difficoltà nel chiuderei nei pressi del ferro, soprattutto con in campo Hines.
Riassumendo, Varese ha giocato bene il pick and roll spaziando molto bene il campo e costringendo la difesa di Milano a coprire molti metri, ma è mancata in fase realizzativa nel punire gli errori che la difesa ha commesso per lunghi tratti della partita. Probabilmente il più grosso rammarico per la squadra di casa.
