Quello che Luca Banchi ha definito “un pellegrinaggio quotidiano” non allenta la presa della stagione della Virtus Bologna nemmeno nella sera della vigilia di Capodanno. Alla Segafredo Arena arriva la Victoria Libertas Pesaro, forse la formazione più acciaccata e claudicante dell’ultima settimana di pallacanestro italiana proprio dopo le Vu Nere. Tra assenze dell’ultimo minuto, più o meno pesanti nell’arco della stagione ma ugualmente impattanti nell’immediato, e risicato riposo dopo le gioiose fatiche di EuroLeague, Virtus-Pesaro è oggetto dell’analisi di GamePlan: quarto dopo quarto, quali saranno le chiavi tattiche della sfida tra coach Banchi e Maurizio Buscaglia? Prima di concentrarsi sui 40′ della Segafredo Arena, qualche dato (via Synergy e Hack-A-Stat) e contingenza da tenere in considerazione per inquadrare il possibile approccio delle due squadre.
- “Molto attenti, precisi e cinici nella gestione dei possessi”, “grande prestazione di presenza e non superficialità”. Le parole alla viglia di entrambi i coach contengono meno pretattica del consueto, tradendo il focus che i coaching staff hanno individuato per il round 14 di LBA: la gestione delle palle perse. Le due squadre sono nella media del campionato per dato grezzo (12.5 turnovers a gara per la Virtus, 12.9 per Pesaro, media di LBA 12.9) e per rapporto tra perse e possessi totali (15% di Tov% per entrambe, in linea con la media percentuale del torneo. A pesare, sulla carta, potrebbe essere la miglior qualità della Virtus nella circolazione di palla (1.67 di AST/TO per Bologna, 1.37 per Pesaro) e nel generare ulteriore possessi con la pressione sulla palla degli esterni di Banchi (12.0% di STL% per le Vu Nere, 8.6% per la Vuelle). Una sfida a chi perderà meno palloni o a chi ne recupererà di più? A bocce ferme, si direbbe la prima.
- Dall’arrivo di Andrea Cinciarini, la gestione dell’attacco a metà campo di Pesaro ha assunto contorni meglio definiti. Molti più P&R conclusi dall’handler o da riaperture sul perimetro per i tiratori (16, 20 e 28 possessi nelle ultime 3 gare, i dati maggiori di tutta la stagione di LBA della squadra di Buscaglia), bloccanti più coinvolti sia come ricevitori del P&R (8-8-5-9-8 i possessi così conclusi nelle ultime 5 gare, la media da inizio 2023/24 è 6.3) che come generatori di extrapossessi a rimbalzo offensivo (8-8-6-4 nelle ultime uscite, media di 4.2 nelle prime 13 gare stagionali). A farne le spese sono, chiaramente, le situazioni sui tagli da lato debole, quasi completamente spariti stando al tracking di Synergy (4-4-1 nelle ultime 3 gare, media stagionale di 5.5). Dalle letture dal P&R di Cinciarini e Tambone passerà la competitività di Pesaro nel corso dei 40′, e un utilizzo maggiore del solito della drop per la Virtus potrebbe facilitare le operazioni in cabina di comando.
- La Virtus non è una squadra che, rispetto a Pesaro, tiri molto meglio in LBA (anzi, il 37% da 3 appartiene a entrambe e addirittura la Vuelle tira 1 tiro libero in più a gara convertendone l’80% delle possibilità di fronte al 76% della Virtus). Non viaggia nemmeno a ritmi insostenibili: il pace è sostanzialmente sovrapponibile (74.4 possessi di media per 40′ per Pesaro, 73.8 per Bologna). A marcare il solco è la capacità di arrivare e sfruttare il pitturato: Bologna è la squadra che conclude più di tutte al ferro (22% di Rim Frequency, ossia conclusione prese nell’ultimo metro di campo in rapporto a quelle totali) mentre Pesaro è penultima a parimerito con Brindisi, con un 9% leggermente migliore dell’8% del fanalino di coda della speciale graduatoria Scafati. Ancor più impietoso è il controllo delle plance in seguito a un errore al tiro, a prescindere se sia stato di un compagno o di un avversario. Un’immagine prelevata da Hack-A-Stat lo spiega più di mille parole.

