L’ultima del girone di andata di EuroLeague, la prima con la maglia del Partizan di Jaleen Smith ma non in tempo per la prima di Lomažs con quella delle Vu Nere, l’ennesima sfida di altissimo livello della stagione della squadra di Luca Banchi. Partizan-Virtus mette di fronte la 6° – dalla 4° alla 10° il record è lo stesso (9-7), così come la qualità e la profondità del roster – e la 2° dell’EuroLeague più competitiva di sempre. Il derby tra bianconere è tra due squadre in forma (4 vittorie in EL consecutive prima della sconfitta nell’ultima giornata): non solo per questo è interessante analizzare quali sono in partenza e quali saranno durante la gara della Stark Arena le chiavi tattiche. GamePlan, quarto dopo quarto, prova a presentarne alcune, le più importanti almeno nelle intenzioni. Prima, qualche numero interessante da Synergy, Hack-a-Stat e 3StepsBasketball per approcciare a bocce ferme la sfida tra Obradović e Banchi.
- Registrare il 2° Offensive Rating della competizione (120.1, a 0.8 dalla banda di alieni in Blancos) con un ritmo inferiore alla media di EuroLeague (69.8 possessi in media per 40′, 11° valore totale) è un dato se possibile ancor più impressionante: la capacità del Partizan di generare tiri ad alta percentuale e convertirli in punti a tabellone non ha paragoni tra gli umani della competizione. Nel giocare a farne “uno in più”, l’abilità del Partizan di realizzare entro l’arco ha un peso specifico notevole.
- Nessuno conclude in area come il Partizan: il volume non è clamoroso, ma il 68% nei pressi del ferro è la percentuale più alta d’Europa. Anche nel quarto di campo delimitato dal prolungamento sinistro del tiro libero, la linea laterale e quella di fondo la squadra di Belgrado non ha pari in EL: 51.9% dal midrange, 51.3% nelle triple dall’angolo. Il tutto costituisce la 2° miglior Effective Field Goal% della lega: 58.6! Non una questione di fortuna, ma di skill individuale nel segnare tiri poco efficienti sulla carta.
- Solo due situazioni di gioco coinvolgono più di un quinto del totale degli attacchi del Partizan: Spot-Up (22.2%) e P&R Handler (20.5%). La quasi totale assenza di set che prevedono una qualsiasi uscita dai blocchi può portare la Virtus a impostare aggiustamenti dal lato debole e di stunt simili a quelli adottati col Maccabi, dove l’attenzione su quale vantaggio eventuale si è generato da un blocco sulla palla è primo punto del GamePlan difensivo.
- No Smailagic né Mickey, sì Dozier e Pajola: le notizie del mancato o avvenuto recupero degli acciaccati di Partizan e Virtus hanno pesi differenti. Il rientro del pericolo dei due presenti garantisce il miglior difensore su punto d’attacco per entrambe, mentre l’assenza di uno stretch five per parte potrebbe avere una valenza maggiore per la Virtus in termini di versatilità (né Dunston né Cacok garantiscono una coppia di lunghi contemporaneamente sul parquet non battezzabili da 3, e il 31.4% da 3 di Shengelia, tornato su standard più consoni alla carriera rispetto all’inizio di stagione, non rende il georgiano già di per sé una minaccia primaria sul perimetro) ma maggiore per il Partizan per profondità (tra LeDay, Kaminsky e Bruno Caboclo – 61.1% dall’arco per il brasiliano, 2° in EuroLeague per efficacia dietro a Biberovic – non mancano i lunghi per evitare che la difesa virtussina possa collassare sugli handler di Obradovic, ma nei 12 deve trovare spazio Trifunovic nonostante le condizioni fisiche precarie).
