1Q-2Q
- Accoppiamenti difensivi dei quintetti di partenza–> lato Partizan: Ponitka-Belinelli, Punter-Hackett, Dozier-Cordinier, Vuckcevic-Shengelia, Caboclo-Dunston; lato Virtus: Hackett-Dozier, Belinelli-Ponitka, Cordinier-Punter, Shengelia-Vukcevic, Dunston-Caboclo.
- LeDay dalla panchina: a lungo rollante della Virtus (Dunston) Obradovic risponde col fake starter più simile per caratteristiche (Vukcevic). Scelte difensive iniziali del Partizan: lunghezza a mettere pressione sul portatore primario (Punter-Hackett), atletismo su atletismo (Dozier-Cordinier), capacità di navigare sui blocchi per limitare il gioco off ball dei tiratori ed eventualmente gestire meglio i cambi sulle uscite (Ponitka-Belinelli).
- Scelte iniziali virtussine: massima qualità nella pressione su tutti i 28 metri (Hackett su Dozier), esporre il meno possibile il giocatore più intelligente nelle letture lontano dalla palla sull’attaccante meno pericoloso (Toko su Vukcevic), massima combinazione tra esplosività e wingspan per infastidire uno dei jumper meno marcabili di EuroLeague e lavorare col miglior corpo a disposizione prima della ricezione, spostando il punto d’attacco qualche metro più lontano da canestro e dopo una fatica supplementare al solo palleggio-arresto-e-tiro (Cordinier-Punter).
- Primi dettami: attaccare le letture di Caboclo sul P&R; difesa weak su ogni P&R giocato da Dozier (passare under su ogni blocco sulla palla per prevenire la penetrazione con la destra e obbligare a sfruttare un altro blocco ma cambiando lato d’attacco, meno sicuro per via della mano debole) e trap su quelli giocati da Punter (togliere a tutti i costi l’opzione di tiro dal palleggio all’ex Olimpia, a costo di difendere momentaneamente 3vs4 sullo scarico e ruotare di conseguenza).
- Questione di scelte: difesa deny di Hackett sin da rimessa da fondo toglie palla dalle mani di Dozier ma la consegna a Ponitka, con anche più spazio per attaccare dal palleggio Belinelli. Di che “morte” vorrà “morire” la Virtus nel corso della gara? Per almeno il primo quarto, il veleno sono le penetrazioni di Ponitka.
- Da rimessa da fondo per il Partizan in attacco, la Virtus si schiera a zona 2-3 fino alla ricezione: togliere le potenzialità dei blocchi serbi per accoppiarsi sul perimetro solo in un secondo momento.
- Primo blocco sulla palla di Shengelia: side P&R con Hackett e pop per la tripla dalla punta. Non necessariamente la prima opzione, ma il tentativo di cambiare da subito le carte in tavola e punire la mobilità di Vukcevic è corretto. Il secondo? Short roll e penetrazione mettendo palla a terra e guadagnando due liberi. Definizione enciclopedica di “varietà”.
- Scelta sui P&R giocati da Punter: se lo scarico è per il lungo (Caboclo in punta) non si ruota con l’esterno da lato debole ma si recupera col difensore del brasiliano (Dunston). Idea? Accettare – anzi, invitare caldamente – che Caboclo attacchi mettendo palla a terra ma avere più cm possibili per contestare la tripla catch&shoot.
- Primo grande aggiustamento di Obradovic sul P&R di Shengelia: cambio sistematico per costringere il difensore del georgiano a meno letture nello spazio e gestire l’1vs1 dal palleggio con guardie sì più rapide ma non elitarie in materia (Hackett), anche a costo di subire a rimbalzo o essere puniti in penetrazione dal corpo di un lungo gestito come quello di una guardia da Toko.
- Massima pressione del Partizan sul perimetro dà (raddoppio sulle uscite di Belinelli e recupero sull’extrapass di Beli) e massima pressione toglie (show forte sul P&R centrale espone ad avere Shengelia come sponda e ulteriore passatore con linea di passaggio ripulita da rotazioni da lato debole).
- Tanta intensità e fisicità concessa dalla terna arbitrale a inizio partita, com’è legittimo che sia in una gara di alta EuroLeague. Chi gestirà meglio il metro con l’andare avanti dei minuti: il Partizan, la Virtus o gli uomini in arancio?
- Scelte del Partizan sul post di Shengelia: raddoppio dal gomito di lato debole, con un angolo di 45° verso la spalla destra di Toko. La posizione dell’uomo lasciato libero sul perimetro della Virtus è fondamentale: per liberare lo scarico in angolo opposto non può stare in ala né in guardia ma muoversi in punta. Belinelli, maestro nel rispaziarsi, pare nato esattamente per fare quel movimento.
- Scelta Virtus sui P&R laterali di Nunnally: cambio sistematico per togliere il centro del campo all’ex Avellino e Milano e costringerlo a non attaccare il ferro ma tirare dal palleggio. Se segna in testa a Shengelia cadendo lateralmente, bravo lui!
- La quantità di scoring nudo e crudo del Partizan è cla-mo-ro-sa: la difesa della Virtus sulla palla è competente come poche, ma due triple in chiusura di quarto di Dozier e Nunnally riducono un gap che a livello di gioco sarebbe più ampio del +5 a tabellone.
- Primo errore di esecuzione difensiva della Virtus: il centro dell’area negato sino al momento è occasione ghiotta per l’1vs1 di Nunnally con Dobric. Nessun aiuto, postura scorretta del serbo, And-1 che elettrizza la Stark Arena. Risposta negativa immediata da parte del Partizan: 3° fallo di Dozier per una difesa stunt sulla penetrazione di Pajola portata con tempi e distanze completamente sbagliate. Piccoli dettagli, che al massimo livello tanto piccoli non sono più.
- Il Partizan passa under su ogni P&R che coinvolge Shengelia da bloccante e si espone all’1vs1 di Toko in post? Il georgiano ribalta e punisce le rotazioni da lato debole, vero tallone d’Achille del Partizan di Obradovic sin dal ritorno in sella a Belgrado di Zeljko nell’estate 2022. Anche in semitransizione ha un uso del copro molto più sapiente del ben più equipaggiato Caboclo. Arma. Totale.
- La Virtus continua a concedere il centro a Nunnally: così bene lo aveva negato inizialmente, così male a sé stessa sta facendo nel non forzare il #21 verso gli aiuti.
- Accenni di 7-seconds-or-less della Virtus con Lundberg a dettare i ritmi (si vedrà anche nel 3Q con Shengelia a condurre la transizione e Belinelli con la tripla in ala a rimorchio, ndr). Anche in questo caso, come col pop di Shengelia, non è la cosa più naturalmente nelle corde della squadra di Banchi ma, a prescindere dalle palle perse nell’immediato, solo la fiducia di proporre così tante variazioni nel corso della stagione fa pensare che la caratteristica più naturale e propria della Virtus sia quella di non avere caratteristiche preferibili ad altre.
- Dozier con 3 falli in panchina e Punter con 2 a metà 2Q in campo? Luce verde alle penetrazioni senza set troppo articolati e complessi di Lundberg: in isolamento, con un semplice P&R o sfruttare la ricezione dopo uno stagger una difesa più leggera del solito di KP è oro colato.





