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Sassari – Pesaro: i numeri non contano | LBA GamePlan

Vittoria fondamentale per la Vuelle Pesaro contro la Dinamo Sassari nel lunch match del 26esimo turno di Serie A. Gli uomini di Sacchetti scacciano l’emergenza, giocano una partita di carattere nonostante i ranghi ridotti ed espugnano il PalaSerradimigni. Occasione sprecata invece per i padroni di casa, che non riescono a sfruttare le difficoltà nel roster avversario e non sfruttano l’occasione per portarsi a ridosso della zona playoff. Analizziamo, allora, gli spunti tattici più interessanti che la partita ci ha regalato con il nostro consueto GamePlan del giorno dopo.

 

Il post del Cincia

Una delle chiavi tattiche del match è stato senza dubbio il gioco spalle a canestro di Cinciarini. Più volte nel corso della gara il playmaker di Pesaro si è posizionato in post all’altezza del gomito, per sfruttare la propria superiorità fisica su Jefferson e da lì creare occasioni per se stesso e per i propri compagni. Difatti, da questa scelta sono scaturiti molti tiri aperti per i giocatori di Pesaro, con i vari Bluiett o Tambone ad usufruirne. Con il Cincia in post, il 4 di Pesaro portava un blocco cieco all’altezza della lunetta del tiro libero per liberare il proprio compagno dall’altro lato del campo. La bravura di Cinciarini nel ribaltare l’attacco, che fosse con un passaggio a tagliare l’area oppure un passaggio in punta con conseguente extra pass, ha fatto la differenza.

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Una ripresa differente

Dopo due primi quarti giocati sotto le aspettative e con l’energia tutta da parte dei marchigiani, Sassari è rientrata dagli spogliatoi con un piglio diverso. Merito soprattutto di Breein Tyree, l’arma offensiva più pericolosa a disposizione della Dinamo, messo in moto da Markovic con una giocata molto semplice. Per più azioni consecutive a inizio ripresa, l’attacco biancoblu si è mosso così: palla in ala, Tyree in uscita da uno stagger da lato debole, ricezione in punta e pick’n’roll giocato con il centro. Ottime le letture poi dell’americano, bravo a sfruttare lo short roll del lungo per servirlo con conseguente scarico in ala per un tiro semplice, oppure a guadagnarsi il ferro eludendo la difesa. Questo set ha generato più punti consecutivi per la Dinamo, che si è portata in vantaggio e sembrava avere da quel momento in mano la partita.

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Ritmi alti

Sassari è caduta nella trappola di Pesaro è si è lasciata coinvolgere in una gara dal ritmo molto alto. La Dinamo possiede tutti gli elementi per giocare a queste condizioni, ma la frenesia della partita ha avuto la meglio sulla squadra di Markovic. Dopo un buon inizio in difesa, attenta soprattutto sui tagli backdoor avversari, i padroni di casa si sono lasciati andare perdendosi in troppe disattenzioni lontano dal pallone. In attacco, invece, questa voglia di correre ha sì fruttato 13 punti in transizione ai sardi ma anche 18 sanguinosissime palle perse. Queste ultime sono state uno dei principali motivi per cui nell’ultimo quarto, quando Sassari sembrava avere in mano la partita, l’inerzia è invece cambiata in favore degli ospiti.

 

Carattere

Nonostante i numeri ridottissimi e le evidente mancanze tecniche nel proprio roster, Pesaro ha giocato una partita di carattere assoluto. La squadra di Sacchetti è scesa in campo con la mente sgombra, conscia di non avere più nulla da perdere e per questo capace di giocare con energia e lucidità. Tutte caratteristiche che sono emerse ancora di più nell’ultimo quarto, nel momento in cui la Vuelle ha capito di poter azzannare gli avversari, rei di non aver più generato vantaggi perdendo troppi palloni.

Per la rimonta Pesaro si è affidata a Wright-Foreman, infiammatosi nel secondo tempo e autore di canestri fondamentali, bravo nello sfruttare i vari mismatch con il lungo avversario. Ma a dare il colpo di grazia è stato Bluiett, glaciale nel punire lo spazio concessogli da una difesa sassarese ancora una volta troppo disattenta. Tutte giocate per lo più individuali, ma frutto di uno sforzo prodotto dalla squadra fin dal primo minuto.

Marco Marini
Marco Marini
Marchigiano fuori sede, studio Relazioni Internazionali e nel frattempo mi diletto a scrivere della mia più grande passione: il basket.

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