In occasione della partita amichevole tra Urania Milano e Reale Mutua Torino, abbiamo intervistato Luca Cesana, esterno milanese autore del record di 13 triple in singola partita e uno dei potenziali volti del nuovo corso milanese. Gli abbiamo chiesto di quella magica notte, dell’arrivo di Alessandro Gentile, dei suoi studi e ci ha anche detto quali sono i tre giocatori più forti che abbia mai incontrato.
Ecco le sue parole.
Come si gestiscono le emozioni di una partita, magari importante di una stagione? Visto che sei laureato in psicologia questo è il tuo campo…
Questa è una domanda molto complessa. Sicuramente una cosa che s’impara tanto nello sport, soprattutto nel basket, è gestire l’errore. Tante volte con un errore ci sentiamo frustrati, proviamo un’emozione negativa. Bisogna essere capaci di non giudicarsi in quel momento, come per esempio “faccio schifo, sono scarso”, ma isolare l’evento. Quindi ho sbagliato un tiro, ho sbagliato un passaggio, fa niente, testa alla prossima. Ci sono tantissime strategie che adesso potrei dirti.
Tu quale usi?
Io sinceramente utilizzo le power move, che sono dei gesti corporei che cambiano la propria fisiologia del corpo per isolare l’emozione negativa e dare un messaggio al cervello di poter dare un significato diverso all’idea.
Un’altra cosa che utilizzo tanto è la meditazione, ma questo prima della partita. Uso tanto il dialogo interno, quindi come ci si parla, avere tanta fiducia delle parole e degli ancoraggi. Magari utilizzo con le mani, faccio questo gesto in cui stringo il pollice nella mano e questo mi riporta a uno stato di rilassamento che avevo precedentemente.
Parliamo di Urania Milano, nuova stagione, nuove prospettive. Che sensazione avete da questa pre-season?
Ottime sensazioni perché abbiamo perso solo contro Brescia e Cantù. Le altre abbiamo fatto tutte vittorie, più o meno tutte uguali. Siamo partiti andando +15, +20, poi c’è sempre stato un calo fisiologico, ma sul finale siamo sempre usciti. Personalmente mi trovo molto bene sia con la società, con i compagni, con l’allenatore, con la città. Secondo me ci sono veramente tutti i presupposti per fare un’ottima stagione e penso si sia visto anche in campo, perché il basket che esprimiamo, a mio modo di vedere, è un bellissimo basket.
Condividiamo tanto il pallone, c’è ordine. È un bel basket.
Qual è l’obiettivo realistico e quale è il best case scenario?
Il best case scenario è concludere la stagione a fine aprile. Scherzi a parte, l’obiettivo è fare i play-off e poi vedere cosa succede.





