È il 30 settembre 2024, e il mondo del basket piange la scomparsa di uno dei suoi giganti, non solo in termini fisici, ma soprattutto morali e umanitari. Dikembe Mutombo, ex giocatore NBA noto per le sue doti difensive straordinarie e il leggendario “no, no, no” con dito a “tergicristallo con cui respingeva gli avversari, è morto oggi all’età di 58 anni. Una leggenda sul parquet, un campione fuori dal campo. La sua storia è quella di un ragazzo che, partito dall’umiltà di una famiglia congolese, ha raggiunto le vette della NBA e ha dedicato gran parte della sua vita e delle sue risorse per migliorare le condizioni di vita del suo popolo. Mutombo lascia un’eredità che va oltre le stoppate, i titoli e i riconoscimenti, una vita segnata da una profonda dedizione al sociale.
L’Ascesa
Nato il 25 giugno 1966 a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo (allora Zaire), Mutombo crebbe in una famiglia numerosa, ottavo di dieci figli. Da giovane, sognava di diventare medico e frequentava l’università con l’intenzione di specializzarsi in biologia, ma il destino aveva altri piani. Trasferitosi negli Stati Uniti per studiare alla Georgetown University grazie a una borsa di studio, fu subito notato per la sua incredibile statura (2,18 m) e la sua predisposizione atletica. Sotto la guida di John Thompson, il leggendario allenatore dei Georgetown Hoyas, Mutombo trasformò il suo talento grezzo in un’arma difensiva micidiale, diventando uno dei migliori stoppatori nella storia del basket collegiale.
Scelto dai Denver Nuggets alla quarta pick assoluta nel Draft NBA del 1991, Mutombo fece subito capire di che pasta fosse fatto, diventando uno dei difensori più temuti della lega. Con la sua imponenza e il suo istinto per le stoppate, rivoluzionò il concetto di protezione del ferro. Nel suo anno da rookie, registrò una media di 16,6 punti, 12,3 rimbalzi e 3 stoppate a partita. Nel 1994, guidò i Nuggets a un’impresa epica: la prima volta nella storia in cui una testa di serie numero 8 eliminava una testa di serie numero 1 nei playoff NBA, battendo i Seattle SuperSonics. Le immagini di Mutombo che, sdraiato a terra, stringe il pallone tra le mani dopo la storica vittoria rimangono uno dei momenti più iconici nella storia della lega.
Segue pagina 2
