A pochi minuti dalla serata che lo introdurrà nella Hall of Fame dell’Olimpia Milano, Sergio Rodriguez ha risposto alle domande dei giornalisti in conferenza stampa sulla sua carriera e l’esperienza in biancorosso. Ecco cosa ha detto lo spagnolo, che ha confermato la connessione speciale con il mondo EA7 e ha commentato lo stato attuale della squadra.
Sulle sue emozioni:
Sono molto felice di essere tornato. Dal primo giorno ho sentito una grande connessione con l’ambiente, I tifosi e lo staff. Cinque anni dopo sono contento di essere tornato e celebrare questo momento insieme alla mia famiglia.
Cosa significa per lui entrare nell’Hall of Fame Olimpia:
è un grande onore. Quando sono arrivato sapevo già la storia del club, grandi giocatori hanno indossato questa maglia arrivando a grandi traguardi. Essere parte di questa lista insieme a loro è un onore incredibile per me.
Il momento più difficile e quello più bello a Milano:
Quello più difficile sicuramente il COVID, non sapevamo cosa aspettarci. Quello più felice la nascita del mio terzo figlio. A livello di sport, abbiamo avuto sconfitte ma io sono sempre molto positivo come persona e mi tengo i ricordi positivi: lo scudetto, le coppe, le Final Four e le attività di ogni giorno insieme ai miei compagni e allo staff. Avevo una connessione speciale con i tifosi Olimpia e ricordo ogni gara con gioia.
Cosa consiglia a Milano per tornare alle Final Four:
Quando arrivi alle Final Four hai già raggiunto l’obiettivo, poi devi avere fortuna in quei tre giorni. Io ci sono arrivato tante volte e ho perso tante volte. Noi quell’anno con Milano abbiamo avuto un’ottima opportunità, abbiamo perso nei secondi finali ma penso che il tragitto sia giusto. Dal 2019 il club sta facendo un ottimo lavoro, raggiungendo grandi traguardi ogni giorno. Ma hai bisogno anche di fortuna con gli infortuni e gli eventi. Se vedi con prospettiva a quello che ha fatto questo club dal 2019 dobbiamo essere orgogliosi.
I suoi pensieri sull’Olimpia di quest’anno:
Penso la squadra sia ottima, hanno top players in ogni posizione, giocatori con grande esperienza e tanto talento. Sappiamo che il format è molto tosto, giochi tante partite sia in campionato che in Eurolega. Ci saranno alti e bassi, ma se la squadra riesce a rimanere sana e stabile anche con sconfitte per la strada, può riuscire a raggiungere i propri obiettivi. Non è facile perché ci sono tante grandi squadre. Quando guardo le partite la squadra mi sembra avere molto potenziale, ovviamente è il primo anno in cui giocano insieme e per alcuni addirittura il primo in Eurolega. Gli allenatori sanno come raggiungere gli obiettivi, i giocatori devono fare di tutto per lavorare duro.
Sul suo senso di squadra e il rapporto con i tifosi:
Ho sempre messo per prima la squadra e mi piaceva vincere come una squadra. I premi individuali andavano bene, ma tutto doveva andare insieme al percorso vincente della squadra. Mi sento fortunato ad aver giocato in condizioni favorevoli ed essere stato felice dovunque ho giocato. Ho dato tutto in ogni posizione in cui ho giocato. La connessione che ho avuto a palazzo qui è stata molto speciale, l’ho sentita anche in altre arene, ma questa è stata speciale.
Sulle difficoltà dell’Olimpia in questi anni:
Sta tutto nella prospettiva. So che è difficile quando vedi tante sconfitte, ma se metti in prospettiva quello che hanno fatto qui per cinque anni è ottimo. La squadra compete sempre, arriva nelle finali, è pronta a giocare sempre fino alla fine. Le ultime due stagioni non sono state facili, ma la squadra è rimasta competitiva fino alla fine vincendo lo scudetto. Quando sei in una squadra che vince devi andare avanti, fare piccoli cambiamenti, ma penso che in generale i risultati ci siano.
Su quale sarà il suo futuro:
Prima di tutto vado matto per il basket, guardo sempre le partite e ne parlo ogni giorno. Ogni volta che c’è un double round di Eurolega abbiamo problemi a casa, con quattro figli e tutte le cose che ci sono da fare. Il prossimo passo sarà qualcosa di connesso al basket, sicuramente. Ma è ancora presto, devo capire come mi sento. Al momento gli allenamenti e le partite non mi mancano, sto facendo per la prima volta l’esperienza di avere i weekend liberi. Tra un paio di mesi, quando tutto diventerà più competitivo, mi mancheranno le partite del sabato o della domenica.
