L’avevamo detto nella nostra analisi iniziale, Trieste può assolutamente sperare in una salvezza in tutta tranquillità. Il sogno è giocare i Playoff, da settima – ottava forza del campionato.
L’attuale settimo posto dopo poco più di un quarto di campionato, così come il record al di sopra del 50% (5-3,ndr) confermano le ambizioni della squadra guidata dall’esordiente in LBA coach Jamion Christian.
Panchina lunga, alto ritmo, furore agonistico, soprattutto sostenuto dallo straordinario pubblico di casa hanno portato la squadra al secondo posto per assist (quasi 20 a partita) e al quarto posto per punti segnati (quasi 90 punti a partita).
Partenza a razzo per Trieste, poi qualche difficoltà
La squadra è partita benissimo, con la prima vittoria in casa all’esordio contro i campioni d’Italia dell’EA7 Emporio Armani Milano grazie alle straordinarie prove di Colbey Rossi e Marlel Brown.
Nelle due successive si è ripetuta fuori casa a Napoli e sul difficile campo di Tortona, trascinata da un Valentine sorprendente. Un 3-0 iniziale che aveva fatto sognare i tifosi. Dopo essersi fissata in testa alla classifica, poi è arrivata la prima battuta d’arresto a Valmaura ad opera di Reggio Emilia, grazie ad uno scatenato Cassius Winston da 30 punti.
Una mini striscia di due vittorie contro squadre meno attrezzate, Treviso e Varese, è arrivata di nuovo grazie al trio di esterni delle meraviglie. Le ultime due sconfitte di misura contro avversari di caratura più elevata, l`attuale imbattuta capolista Trento (76-68) e la super attrezzata Trapani (93-98) hanno chiuso il cerchio.
Una prima parte del girone di andata tutto sommato molto positiva, anche se le ultime due sconfitte, hanno ricordato a tutti che la strada è lunga e c’è ancora molto da lavorare.
Più e meno di Trieste, cosa è andato bene, cosa è andato storto.
Nelle prestazioni positive, Trieste è riuscita ad alzare il ritmo ed andare spesso in transizione, sfruttando una difesa sempre molto attenta a rimbalzo. Colbey Ross è sempre molto utilizzato, e se riesce a trovare l’equilibrio tra il mettersi in proprio e attivare i compagni, allora le scelte difensive degli avversari diventano più difficili. Correre è il mantra, anche se a volte si rischia di andare un po’ “fuori giri”.
Quello che servirebbe è il rientro di Justin Reyes, così come lo abbiamo già visto lo scorso anno in A2. Il Portoricano è stato falcidiato dagli infortuni in questa prima parte della stagione ed è mancato come bocca da fuoco alternativa quando i compagni non girano.
Page 1 of 2





