Tra rivelazioni e delusioni, tra arrivi e partenze e tra litigi e sorrisi, l’Estra Pistoia, dopo otto giornate di campionato, resta un cantiere aperto. La squadra del neopresidente Ron Rowan ha iniziato la stagione da diretta favorita per occupare l’ultima casella della classifica dopo un mercato piuttosto deludente e tante scelte discutibili. Tuttavia, a destare preoccupazioni oggi non è tanto la situazione in classifica, che vede la squadra all’undicesimo posto con 3 vittorie in 8 partite e reduce da un’ottima prestazione contro la capolista Trento, quanto un continuo movimento sulla guida tecnica e all’interno del roster. Questa instabilità ha impedito finora ai biancorossi di trovare la continuità necessaria per performare al meglio e ottenere consistenti risultati.
La situazione
L’approdo di Semaj Christon a ridosso dell’inizio del campionato, che ha attenuato i brutti presentimenti dopo la preseason, ha costretto la guida tecnica a rinunciare a uno straniero per partita. La scelta è ricaduta, ad eccezione di due occasioni (la prima in assenza di Christon e la seconda nella partita di Varese, in cui fu Childs a essere sacrificato), sul colpo di mercato più atteso sul parquet: Eric Paschall. L’ex Golden State Warriors ha scelto Pistoia come rampa di lancio dopo un lungo periodo di inattività, che però lo ha condotto fuori forma a tal punto da non essere in grado di competere nel nostro campionato, come hanno dimostrato le opache prestazioni contro Napoli e Varese. Nonostante le voci di una sua possibile partenza, Pistoia lo sta ancora aspettando sul parquet a braccia aperte, e ora sembra essere arrivato il suo momento.
Tuttavia, la scelta tecnica di non usufruire di un tale profilo non è da imputare unicamente a un solo allenatore, bensì a tutti coloro che hanno rivestito il ruolo di head coach in queste otto partite: Dante Calabria, Giuseppe Valerio, Tommaso Della Rosa e Zare Markovski. Il primo ha risolto da poco il contratto che lo legava al club biancorosso dopo alcune liti scaturite nel corso della partita contro la Vanoli Cremona con il presidente Ron Rowan, poi proseguite nelle settimane successive. Al suo posto è subentrato temporaneamente prima il vice Valerio, poi il secondo assistente Della Rosa, fratello di Gianluca, fino al raggiungimento di un accordo e della firma di Markovski, coach in attività dal 1988 con lunghe esperienze nel nostro campionato.
Ma non finisce qui. Durante la pausa nazionali, la società, dopo aver trovato pace sulla panchina, è intervenuta sul roster, rinnovando il reparto lunghi. Prima è stato Brajkovic a dare l’addio al club, per fare spazio ad Andrew Smith, ritornato in Italia dopo la passata stagione a Brindisi. Poi è stata la volta di Childs, partito per Israele dove giocherà per il Gilboa Galil, che è stato sostituito da Maurice Kemp, in arrivo dalla Cina.
I risultati
Se da una parte il fermento in casa biancorossa è stato svantaggioso, dall’altra, il calendario è stato piuttosto agevole. Al buon esordio casalingo contro Napoli è seguita prima la complicatissima trasferta di Casalecchio con la Virtus, poi quella di Cremona, che ha permesso al club di Rowan di portare a casa due punti preziosi grazie a un canestro a fil di sirena del figlio Maverik. A seguire, Pistoia ha ottenuto la sola vittoria contro la più quotata Reggio Emilia nelle ultime cinque partite, uscendo sconfitta contro Venezia, Varese, Sassari e infine Trento, in un match ricco di emozioni che ben fa sperare la compagine di Markovski e i suoi tifosi. Dopo otto partite, il record è di 3 vittorie e 5 sconfitte.
Analisi delle prestazioni
Il fatto che la guida della squadra sia stata affidata nel giro di poco tempo a diversi profili non ha permesso a Forrest e compagni di trovare ancora la propria identità. Restano molti dubbi e incertezze sotto ogni aspetto, a partire dall’attacco, caratterizzato dalla ricerca di soluzioni individuali e poca circolazione di palla, con tanti 1 vs 1 e tiri forzati. Arrivano poche conclusioni dalla lunga distanza e molte dal pitturato, la cui percentuale di realizzazione è la più bassa del campionato. I dati relativi all’offensive rating (100.5, 15° in LBA) e all’eFG (48.8%, 15° in LBA), parlano di una squadra imprecisa nel concludere i possessi e con scarse percentuali al tiro. La difesa, d’altra parte, sembra andare meglio, come dimostrano i pochi punti subiti, l’elevato numero di rimbalzi catturati e le scarse percentuali al tiro degli avversari, ma questo è un dato che sarà meglio valutare alla fine del girone di andata.
La rivelazione
Tra i giocatori più performanti di questa prima parte di stagione non si può non citare Maverik Rowan. Il figlio del presidente ha dimostrato contro ogni aspettativa di avere molti punti nelle mani e di poter competere nel massimo campionato italiano dopo le precedenti esperienze in leghe inferiori. Il suo stile di gioco rispecchia quello della sua squadra, caratterizzato da molte soluzioni individuali. Inoltre, il cestista americano si è dimostrato anche un ottimo rimbalzista. Tra le altre bocche da fuoco c’è Forrest, con il suo micidiale tiro da 3, tra i migliori della lega, e un’agilità tale da renderlo un brutto ospite per ogni difesa avversaria. Seguono Christon, assist-man dei biancorossi in crescita rispetto alle prime uscite, e Silins, tanto utilizzato da centro quanto da ala grande, che si è confermato un giocatore versatile dotato di un buon tiro anche dalla lunga distanza.
Previsioni per il futuro
Dopo due settimane di sosta, con un nuovo coach alla guida della squadra e due nuovi innesti, l’obiettivo a Pistoia è di creare un clima sereno all’interno della società e di raggiungere una salvezza tranquilla. Tuttavia, sarà interessante osservare l’impatto dei nuovi arrivi e la reazione della squadra ai nuovi cambiamenti, sperando che possa finalmente beneficiare del contributo di Eric Paschall.
