Durante la scorsa sessione estiva di mercato, la Virtus Bologna ha perso uno dei componenti migliori del proprio pacchetto italiani nella scorsa stagione. Ovviamente il nome è uno, ovvero Awudu Abass, attorno al cui futuro si sono scatenate mesi fa indiscrezioni su indiscrezioni. La vicenda si è poi conclusa, appunto, con il suo addio verso una nuova e sgargiante meta: Dubai Basketball.
L’ala italiana è stato tra i primi giocatori a sposare il nuovo progetto cestistico nato negli Emirati e attualmente sta vivendo un ruolo da protagonista con la sua nuova maglia. Abass infatti ha medie di 12.4 punti e 5.1 rimbalzi a partita in 29.8 minuti in ABA Liga, chiaro segno della sua importanza all’interno del roster.
Lo stesso Awudu Abass, dopo tanto tempo da quel caos che si scatenò attorno al suo addio alla Virtus, è tornato a parlare dell’argomento. Ospite di Sport Club su E-Tv, il giocatore ha concesso una lunga intervista in cui ha toccato molti argomenti. Tra questi, appunto, il motivo della sua scelta.
Abass è partito innanzitutto dalla domanda principale: lui sarebbe rimasto alla Virtus Bologna?
“Non lo so, non c’era il minutaggio che avrei voluto. Non è solo questione di soldi, ma non potevo giocare una volta 7 minuti e l’altra 15. Voglio giocare e voglio responsabilità, oltre a fare una esperienza diversa”.
Responsabilità e minuti sono quindi le parole chiavi, motrici della sua decisione. Due fattori che, con ogni probabilità, in Virtus non avrebbe avuto pur rimanendo. A maggior ragione dopo gli acquisti effettuati dalla società durante la scorsa stagione estiva.
“Con il coach avevo parlato, ma c’era tanta gente davanti a me e dovevo aspettarli. E con Clyburn non avrei avuto spazio.”
Abass ha poi parlato più in dettaglio di come si è svolta la trattativa, affermando di non aver sentito da parte della Virtus così tanto desiderio di trattenerlo.
“Ho parlato con Baraldi, gli ho detto quello che volevo, che sarei anche rimasto, mi ha ringraziato e non visto tutta questa voglia di tenermi. Ci siamo salutati civilmente, i rapporti sono rimasti, siamo tutti brave persone. Ma è business, posso capire.”
