Il pubblico delle grandi occasioni, rimpolpato da una nutrita e caldissima porzione di tifosi greci, pare essere stato richiamato alla Segafredo Arena più dal prestigio dell’avversario che dall’affetto per la malconcia Virtus di questo scorcio di stagione.
A ragione, perché la Virtus, orfana di Shengelia influenzato e di Polonara acciaccato, con un quintetto sperimentale imbarca un terrificante parziale di 17-2 in apertura, interrotto solo dall’ingresso di Isaia Cordinier, l’unico che pare veramente di questo livello. L’Olympiakos gioca un basket meraviglioso (da alcune stagioni, in effetti), e con un filo, ma veramente un filo, di gas chiude il primo quarto con un eloquente 34-14.
3-0 Olympiakos nei primi 3 minuti del secondo quarto, partita tra la G-League e il traversino. Entra Pajola e come al solito cambia almeno l’attitudine della squadra, chissà per quanto ancora lo vedremo in bianconero; un furto su rimessa da fondo e un bello sfondamento preso da Diouf. Ma è un fuoco di paglia, l’Oly trotterella un minuto invece di passeggiare e si porta sul +26, 44-18 a metà secondo quarto. La partita prosegue su binari biancorossi e solo l’orgoglio di Cordinier, la presenza di Diouf ed un canestrone di Akele evitano alla Virtus di finire sotto di 30. Il 55-29 all’intervallo non serve comunque commentarlo.
Inizia quello che pare un eterno garbage time. Senonché la Virtus piano piano approfitta del sonno del giusto che ottunde i greci. L’Arena si scalda, grande entusiasmo. Poi alzi gli occhi e vedi che sei ancora sotto di 14, e vabbè. Ma la reazione della squadra è importante; reazione emotiva, guidata da Diouf, da uno sprazzo di Hackett e da Cordinier, che fa confusione ma è davvero l’unico che pare di questo livello, oggi. La Virtus è viva, e dopo il terrificante primo tempo questa è davvero una buona notizia. Diouf non va sott’acqua contro Milutinov. Morgan gioca con coraggio. Akele tiene il campo. Anche Holiday si iscrive alla partita e soprattutto Daniel Hackett ha cinque minuti di quelli di una volta. Il terzo quarto finisce 68-54, la Virtus ha evitato l’imbarcata con un quintetto che ha consentito ai migliori di rifiatare. Bene così.
Inutile show degli arbitri in apertura di ultimo quarto. Senza farsi troppo notare, quasi educatamente, e sempre passeggiando, l’Oly torna a +22 e la partita riprende i binari del garbage time abbandonati per qualche minuto. C’è tempo per una bella stoppata di Holiday su Vezenkov e per vedere Zizic in discreta condizione. Ma anche una fasciatura alla coscia di Pajola che preoccupa e fa nuovamente maledire le inutili finestre delle nazionali B, buone solo a far rischiare giocatori decisivi alle squadre che investono e concedono i propri giocatori all’azzurro. Per chi scrive, una scelta decisamente da rivedere, un eccesso di generosità che si è pagato più volte.
La scelta di Ivanovic è stata giustamente quella di risparmiare i migliori per l’importante partita di domenica contro un’altra squadra biancorossa, un’altra Olimpia. La speranza è che la Virtus riesca ad opporvi qualcosa di più che un moto d’orgoglio a partita finita, come è stato stasera.





