Per farsi strada nel basket senza avere doti fisiche particolarmente sviluppate, o una altezza sotto la media per lo sport, bisogna avere per forza qualcosa in più. Lo abbiamo visto con TJ Shorts, che nelle ultime due stagioni ha messo a ferro e fuoco le difese di Eurocup ed Eurolega; lo stiamo vedendo con Darius McGhee, che di Shorts ha idealmente preso il posto a Bonn, e lo vediamo ora con Jordan Walker, play-guardia del Promitheas Patrasso.
PICCOLO GRANDE UOMO – Jordan ‘Jelly’ Walker misura ‘solo’180 cm per circa 77 kg. Ha una struttura fisica compatta e la cosa che sa fare meglio, banalmente, è segnare. La situazione di gioco che lo vede più coinvolto è il pick and roll, usato nel 41% dei propri possessi offensivi con ottimi risultati (0.91 punti per possesso). Ha una meccanica compatta ed è un eccellente tiratore dal palleggio, come dimostrano i 1.20 punti per possesso e il 60% di effective field goal in questa situazione.
Nonostante sia destrimano, ama prendersi il tiro andando verso destra, soprattutto in corrispondenza del mezzo angolo, e ha uno step laterale – sempre verso destra – che ricorda quello di Mike James. In uno contro uno non è un primo passo bruciante, ma piuttosto riesce a battere l’uomo approfittando di un blocco oppure con una hesitation. I suoi numeri in isolamento non sono scintillanti (0.85 ppp); in questa circostanza fatica a battere l’uomo e preferisce accontentarsi del tiro da 3, magari dopo molti palleggi insistiti (di 34 tiri tentati in iso, 21 sono infatti triple).
Al contrario è molto produttivo in transizione (1.28 ppp), situazione in cui ama più che mai mettersi in proprio. Non è raro vederlo ricevere il pallone dopo il rimbalzo difensivo e buttarsi in attacco senza coinvolgere i compagni:
Al ferro è un buon finisher (1.17 ppp) e sa concludere con entrambe le mani, ma quando si trova accoppiato con i lunghi in situazioni di isolamento fa vedere le sue lacune in termini di stazza. Se non riesce a battere il difensore dal palleggio, poi per Walker diventa difficile concludere contro le braccia protese del centro nei pressi del ferro:
SEMPRE IN MOVIMENTO – Nonostante ami giocare con il pallone in mano, Jordan Walker rimane attivo anche quando è lontano dalla palla, anche solo alla ricerca di spazio per farsi consegnare il pallone. Quando riceve il consegnato sfrutta il blocco del lungo per trovare spazio dal perimetro. La sua capacità di muoversi senza palla e di tirare da lontano viene enfatizzata quando utilizzato in uscita dai blocchi, spesso con l’utilizzo di stagger per costruire il massimo vantaggio sui difensori. Per ovvi motivi, il Promitheas lascia che sia Walker a comandare il gioco, piuttosto che farlo giocare senza palla; il play-guardia utilizza il gioco off-screen solo nel 6% scarso delle proprie azioni, ma è comunque efficace (1.17 ppp).
Nel complesso, il giocatore da Port Washington, New York, è una combo guard che trova il canestro con facilità. Deve migliorare molto in termini di letture del gioco per i compagni, soprattutto quando, in situazioni di pick and roll la difesa lo aggredisce e lui spesso non riesce a rispondere. Per ora è un giocatore prevalentemente esterno che ha qualità per finire al ferro in maniera creativa, anche se è penalizzato dal fisico. Vedremo quanto il suo talento e la capacità di sviluppare il proprio gioco lo porteranno in alto nel basket europeo.
