HomeIntervisteAlessandro Magro: "Seguo l'Olympiacos, il modello Parigi ha cambiato tanto"

Alessandro Magro: “Seguo l’Olympiacos, il modello Parigi ha cambiato tanto”

Abbiamo avuto l’opportunità di intervistare uno dei migliori allenatori italiani degli ultimi anni, ovvero Alessandro Magro. Dopo aver lasciato Brescia, attualmente Magro si trova sulla panchina dei BC Wolves in Lituania ma insieme ai nostri Paolo Spelorzi e Stefano Galullo ha ripercorso tutta i passaggi più importanti della sua carriera. Oltre a questo, ha parlato anche degli allenatori che lo hanno ispirato nel corso degli anni e delle squadre che oggi segue con più interesse. Ecco le dichiarazioni dello stesso Alessandro Magro sull’argomento.

Mi piace molto l’idea di costruire un sistema che sia riconoscibile. Per questo ti dico Bartzokas all’Olympiacos. Ovvio che è più facile farlo come nel modello nba: quando hai un gruppo di giocatori che sta per più anni nello stesso posto, è estremamente un vantaggio per creare un sistema. Che è anceh quello che succedeva a siena: cambi due, tre giocatori in un anno su un roster molto lungo ma cerchi di mantenere lo stesso sistema. Sicuramente è un vantaggio ma è affascinante riuscire a renderlo performante.

L’Olympiacos è quindi una squadra che guardo con grande interesse. Per il movimento che hanno di giocatori e di palla credo sia una pallacanestro che continua a rimanere molto affine al mio modo di interpretare e di vedere una partita. Purtroppo so che nel mio ruolo bisogna essere anche efficaci, ma sono abbastanza affascinato dal bello, cioè dal fatto di vedere una partita e non basarmi solo sul vinco o perdo ma sul ‘mi piace quello che vedo’.

Continuo a vedere tante partite di Eurolega che non mi piacciono tantissimo, perché il livello difensivo dei cambi sistematici fa sì che il numero di isolamenti aumenti sempre di più. Quindi dobbiamo adattarci, ma mi piace molto di più vedere che ci sia un’armonia, un movimento di palla migliore. Forse per questo rischio di diventare anacronistico, ma mi piace molto vedere le squadre in questo modo.

Se c’è un allenatore che ha cambiato tanto e che sto seguendo tantissimo, che ha deciso di accettare la chiamata di una squadra NBA,  è il modello Parigi di Lisalo. Quello che il modello Parigi ha fatto è molto interessante, ad esempio nella gestione dei cambi. Trento per esempio sta cercando di adattarsi a quel modello: cambiare due o tre giocatori insieme, farli giocare due o tre minuti e poi cambiarli subito, per poi rimetteri dentro. È una cosa che ancora non ho sperimentato ma è molto interessante, quantomeno da conoscere e da studiare.

In Lituania, per esempio, hanno copiato tutti il modo di andare a rimbalzo d’attacco di Parigi. Copiato forse non è una parola giusta, ma Rytas ha preso spunto da Parigi nel cercare di attaccare con tutti e cinque i giocatori a rimbalzo d’attacco. Come spesso succede in tante leghe, la squadra che vince ha portato una cosa diversa e questa viene abbastanza emulata. Quindi nel campionato lituano, il tagliafuori difensivo diventa la prima cosa che devi provare a fare perché attaccano tutti come dei matti a rimbalzo d’attacco. Sinceramente è un’innovazione che è venuta fuori negli ultimi anni.

 

Marco Marini
Marco Marini
Marchigiano fuori sede, studio Relazioni Internazionali e nel frattempo mi diletto a scrivere della mia più grande passione: il basket.

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