Nonostante un record di 53-11 e la possibilità di guardare tutta la Western Conference dall’alto (primo posto ormai quasi blindato), secondo diversi analisti della lega le altre contender (o pretender) sembrano non prendere troppo sul serio gli Oklahoma City Thunder.
Perché?
Prendendo le parole di Draymond Green durante il suo podcast:
“Per vincere serve incutere timore negli avversari. Beh, non sono sicuro che loro suscitino quella paura agli altri team.”
Possibile che non bastino il secondo miglior record della lega, un attacco tra i primi cinque, una difesa tra le prime tre e un serio candidato MVP per rendere i Thunder una candidata credibile al titolo?
Un’analisi di ESPN a cura di Zach Kram ci mostra 22 motivi per cui i Thunder dovrebbero davvero spaventare le altre squadre.
Dominio statistico e storico
- Differenziale punti record: I Thunder hanno un +12.7 punti di scarto medio a partita, il più alto della NBA, in proiezione per battere un record che resiste da oltre 50 anni (12.3 dei Lakers 1971-72). I Cavs, secondi in questa classifica stagionale, sono a +11.3, mentre i Celtics campioni in carica sono a oltre 4 punti di distanza.
- Tradizione vincente: I cinque migliori team all-time per differenziale punti (1971-72 Lakers, 1970-71 Bucks, 1995-96 Bulls, 2016-17 Warriors, 2023-24 Celtics) hanno tutti vinto il titolo con un record combinato di 71-12 in postseason, senza mai arrivare a Gara 7.
- Distacco in classifica: OKC guida la Western Conference con 11 gare di vantaggio sulla seconda e in proiezione potrebbe chiudere con 14 partite di distacco, eguagliando il record dei Celtics dello scorso anno. Dei 12 team che in passato hanno chiuso la stagione con un distacco in doppia cifra dalla seconda, ben 10 hanno vinto il titolo.
Profondità e gestione del roster
- Una squadra completa: Sam Presti ha costruito una squadra estremamente profonda, con una rotazione di almeno 11 giocatori sopra la media NBA per Plus-Minus.
- Minuti ben distribuiti: Una profondità tale del roster e un alto numero di vittorie in Blowout hanno permesso a coach Mike Daigneault di non sovraccaricare i propri miglior giocatori. Gli unici due giocatori con una media superiore ai 29 minuti a partita sono Shai Gilgeous-Alexander (33° per minuti giocati tra i top della lega) e Jalen Williams (che invece si ritrova al 48° posto). Come i Cavs, anche il fatto di poter presto confermare matematicamente il primo posto della conference permetterà di far riposare a dovere i giocatori principali per averli freschi ai playoff.
- Gestione delle energie: Con il primo posto quasi certo, coach Daigneault può permettersi di far riposare i titolari per averli freschi ai playoff.

Shai Gilgeous-Alexander: un MVP in corsa
- Top scorer NBA: SGA guida l’NBA per punti a partita (32.6 di media) ed è uno dei favoriti per l’MVP.
- Efficienza offensiva: Nonostante alcuni critici lo accusino di cercare troppi falli, è secondo nella NBA per punti su azione, appena 0.1 dietro Giannis Antetokounmpo.
Inoltre, i Thunder come squadra sono penultimi nella lega (28º posto) per tentativi di tiri liberi, smentendo così l’idea che la loro produzione offensiva dipenda in larga misura dai viaggi in lunetta.
- Dominio in isolamento: Guida la lega per possessi in isolamento e segna 1.11 punti per azione, un dato che lo colloca nell’87° percentile tra i giocatori con almeno 100 isolamenti.
Se si tiene conto che nell’ultimo decennio la frequenza degli isolamenti è aumentata di circa un terzo nella postseason avere una superstar capace di creare un canestro dal nulla è un arma necessaria per fare uno step verso il titolo, e i Thunder ce l’hanno
- Re delle penetrazioni: Per la quinta stagione di fila, è il leader NBA per penetrazioni a canestro, generando direttamente quattro punti in più a partita rispetto a qualsiasi altro giocatore.






