John Wall ha annunciato ufficialmente il suo ritiro dall’NBA, chiudendo una carriera lunga 11 stagioni che lo ha visto protagonista soprattutto con i Washington Wizards. Prima scelta assoluta al Draft NBA 2010, il playmaker è stato 5 volte All-Star e uno dei volti più rappresentativi della franchigia della capitale.
“Oggi scendo dal campo ma non dal gioco” ha dichiarato Wall in un video pubblicato sui suoi profili social. “Il basket farà sempre parte della mia vita. È arrivato il momento di affrontare con fiducia il prossimo capitolo della mia carriera.”
L’era Wizards: il duo con Beal
Wall ha giocato nove stagioni con i Wizards, diventando il leader della squadra con 19 punti e 9,2 assist di media a partita. Con lui in regia e Bradley Beal come compagno di backcourt, Washington ha raggiunto i playoff in quattro occasioni, arrivando tre volte al secondo turno.
I numeri lo consacrano come uno dei giocatori più importanti della storia dei Wizards: recordman per assist (5.282) e recuperi (976), quarto miglior realizzatore con 10.879 punti dietro a leggende come Elvin Hayes, Beal e Jeff Malone.
Gli infortuni e la parabola discendente
La carriera di Wall è stata frenata da gravi problemi fisici, tra cui l’infortunio al tallone sinistro e la rottura del tendine d’Achille che ne hanno compromesso l’esplosività. Nel 2020 fu scambiato con i Houston Rockets in cambio di Russell Westbrook, prima di chiudere la carriera con brevi esperienze a Houston e ai Los Angeles Clippers, con cui disputò la stagione 2022-23.
L’eredità
Nonostante gli infortuni, John Wall resta uno dei playmaker più dominanti della sua generazione. Per i tifosi dei Wizards sarà sempre il simbolo della rinascita della franchigia negli anni 2010, un leader in campo e un All-Star capace di entusiasmare con velocità e visione di gioco.





