Bisogna sempre decidere come guardare il bicchiere se mezzo pieno o mezzo vuoto. Nella vita come nel basket. L’Italia perde con la Grecia senza quasi mai dare l’impressione davvero di poterla vincere, vuoi per le difficoltà e vuoi per il marziano chiamato Giannis che dall’altra parte impone scelte tattiche estreme e scommesse continue come ha sottolineato coach Pozzecco.
Ma da questa partita si possono trarre indicazioni importanti. Innanzitutto che la squadra è unita e le presunte tensioni nella giornata pre partita fatte uscire sui social, forse con dubbia tempestività e necessità, non si sono riverberate sul campo, perchè la squadra ha mostrato di esserci e di non mollare mai, come sempre fatto in questi anni. È vero che non ha mai dato davvero l’impressione di poter mettere le mani sulla partita, ma quando Gallinari fa 1-6, Fontecchio 1-11 e Spissu 0-3 già restare in partita contro una Grecia che ha 31 da Giannis, è un merito. Gli ellenici sono un tier sopra l’Italia già a bocce ferme, ma non mollare mai anche nei momenti più difficili è un buon segno. In attacco per i canestri ci affidiamo quasi esclusivamente al sopracitato trio, Melli si è fatto carico di responsabilità perchè ce n’era bisogno e ha risposto più che presente dominando Mitoglou con imbarazzante facilità, ma la coppia Spagnolo-Pajola ha altre qualità rispetto a quelle realizzative e le scelte della Grecia hanno enfatizzato questi problemi, togliendoci anche totalmente l’unica arma che a noi serve come l’aria: la transizione.
Poi c’è il capitolo Niang che ha fatto una partita notevolissima con un grande battesimo in maglia azzurra. Certo, servono altre percentuali ma scommettere su un’altra prova di Fontecchio così è pagata alta se non altissima e se vogliamo guardare il bicchiere mezzo pieno, meglio “steccare” con la Grecia che è una sconfitta che “puoi mettere in conto” e avere un Super Simo con la Georgia, partita potenziale spartiacque per la classifica. Domani sarà molto importante e quel 2-20 anche diventasse 10-20 basterebbe probabilmente per vincere un’altra partita difficile, perchè quello sì…noi dobbiamo giocare sempre al massimo.





