Seconda vittoria per l’Italia a Eurobasket 2025. Contro la Bosnia, gli azzurri ritrovano un attacco performante e un Simone Fontecchio da record: i suoi 39 punti sono il suo nuovo career high e il massimo mai segnato da un italiano agli Europei. Il match si conclude sul risultato di 79-96, avvicinando la squadra di Pozzecco alla qualificazione.
Inizio shock per l’Italia, che in attacco non riesce a trovare la via del canestro e subisce un parziale di 6-0 da parte della Bosnia. Pozzecco mischia le carte sostituendo Spagnolo con Thompson e gli azzurri trovano ritmo, guidati da un Simone Fontecchio in stato di grazia. La nazionale italiana si porta così avanti nel punteggio e sembra avere il controllo del match, ma gli avversari non ci stanno. La Bosnia è avversaria ostica: con Nurkic sotto canestro e la mira di Roberson, i ragazzi di coach Bekir rimangono attaccati all’Italia. Nel secondo quarto la squadra di Pozzecco riprova ad allungare, spinta nuovamente dai canestri Fontecchio, ma i tanti rimbalzi offensivi concessi penalizzano gli azzurri. Le squadre vanno così negli spogliatoi sul 40-44 per l’Italia, con ben 21 punti messi a segno da Fontecchio.
Al rientro dagli spogliatoi, la Bosnia mette nuovamente in difficoltà gli azzurri portandosi in vantaggio con le giocate di Alibegovic e Roberson. Nel momento più complicato, però, Fontecchio sale nuovamente in cattedra e l’Italia inizia ad avere ottime percentuali da tre trovando canestri da Spissu, Ricci. La tensione cresce: gli arbitri espellono Pozzecco per doppio tecnico, Spissu commette un’ingenuità sferrando una gomitata a un avversario e riceve un antisportivo. La nazionale italiana mantiene comunque il controllo del match, grazie anche alla regia di Darius Thompson, e chiude il periodo con un vantaggio di 11 punti.
Nell’ultimo quarto di gioco, la Bosnia non molla nuovamente e con un canestro di Nurkic si riavvicina sul -7 dopo aver toccato il -14. L’Italia però torna a macinare in attacco, continuando a segnare dall’arco e guidata dal sempre presente Fontecchio. Gli azzurri prendono così definitivamente il largo, con la Bosnia che non ne ha più per rimanere in partita.
Gallinari sv: soltanto due minuti in campo per il Gallo, ancora una volta fuori dalle rotazioni. Fortunatamente in questo match l’attacco italiano non ha bisogno dei suoi canestri.
Melli 6: partita meno brillante rispetto all’uscita contro la Georgia. Tiene comunque a bada come può Nurkic e compagni, in attacco non viene troppo coinvolto.
Fontecchio 9: basterebbe dire che la sua è la migliore prestazione realizzativa di un giocatore italiano negli ultimi 35 anni. Serviva una risposta del genere, dopo le critiche dei giorni scorsi. Ora si spera che questo possa dargli ancora più fiducia per i prossimi, decisivi match.
Thompson 8: indubbiamente la sua prestazione migliore in maglia azzurra. È sempre in controllo in cabina di regia, mette in ritmo i compagni sul pick’n’roll e soprattutto incide con 14 punti segnati. Averlo a questo livello di prestazioni fa tutta la differenza del mondo.
Ricci 7: ci mette la sua solita personalità da veterano, segnando un paio di canestri davvero pesanti. Non si tira mai indietro quando chiamato in causa, leader.
Spagnolo sv: panchinato da Pozzecco dopo i primi tre minuti di gioco, non vede più il campo anche per via delle ottime prestazioni dei suoi compagni di reparto. Serve che tiri fuori qualcosa in più se non vuole perdere spazio.
Procida ne
Niang 6: per la prima volta in questo Eurobasket non incide e non riesce a far valere il proprio atletismo. “Assenza” giustificata dopo le prestazioni delle prime due partite.
Spissu 7: finalmente si rivede a un livello di prestazione più che positiva. Nella prima metà del match fa molta difficoltà, soprattutto in difesa, ma sappiamo bene che se entra in serata al tiro la sua efficacia in campo cambia completamente. Così accade e chiude con 14 punti.
Diouf 6.5: continua il suo filotto di performance ottime sotto canestro. Ovviamente non è facile battagliare con Nurkic, ma questo non lo spaventa e più volte lo sfida su entrambe le metà campo, riuscendo anche a vincere qualche duello.
Akele sv: entra per soli 34 secondi, tempo di commettere un fallo.
Pajola 6.5: anche in una serata più complicata dal punto di vista realizzativo, la sua effiacia in campo non è in discussione. Non a caso, chiude il match da miglior assistman degli azzurri.
Pozzecco 5: voto impattato dall’espulsione, che lascia la squadra senza allenatore praticamente per due quarti. Il secondo tecnico preso è troppo ingenuo e rischia di penalizzare gli azzurri. Fortunatamente non è stato così, ma la sciocchezza commessa rimane.






