La Virtus saluta il Paladozza con la quinta vittoria interna su cinque, superando il Maccabi Tel Aviv al termine di una partita equilibrata, ma sostanzialmente condotta dai bianconeri dall’inizio alla fine. La squadra di casa piazza il break decisivo a cavallo della seconda frazione, approfittando del momento in cui gli ospiti non riescono più a rispondere colpo su colpo. Da lì in avanti gestisce il margine grazie a una serata di grande precisione dall’arco: 17 triple su 38 tentativi, con la partita che termina 99-89 a favore dei bianconeri.
Il primo tempo si chiude sul 56-45, con gli attacchi protagonisti e difese rivedibili, ma lo spettacolo non manca. La Virtus prova anche la fuga sul +14 nel finale del secondo quarto, approfittando della flessione del Maccabi e delle fiammate di un Edwards decisamente ispirato.
Nel terzo periodo i bianconeri tentano la spallata definitiva, ma il Maccabi resta aggrappato al match grazie ai rimbalzi offensivi – alla fine ben 21 sui 39 totali – che gli garantiscono seconde se non terze opportunità.
Nell’ultima frazione la Virtus tocca anche il +17 con Alston, salvo poi subire il ritorno degli israeliani, capaci di risalire fino al -6 a due minuti dalla sirena. Una tripla del potenziale -5 entra ed esce dal ferro, ma i padroni di casa, dopo un blackout improvviso, ritrovano le giocate giuste per chiudere il match e mantenere immacolato il percorso casalingo.
MVP: Alston, alla sua migliore partita in Virtus, sicuramente la più solida, con una prestazione che va al di là dei 15 punti segnati. Firma tante giocate importanti e decisive, come il rimbalzo alla fine del secondo quarto per il + 14, le triple per garantirsi prima l’allungo finale, e per poi chiudere definitivamente giochi.
Da rivedere: la gestione del finale di Vildoza, che rischia di riaprire una partita decisamente chiusa, con qualche palla persa di troppo e poca concretezza.
Virtus Bologna
Vildoza 6: Sembra di stare sulle onde: diverse belle giocate, soprattutto nella prima parte di gara, ma superati dai bassi con una gestione del finale rivedibile, tanto da costringere Ivanovic a rimettere in campo Pajola.
Edwards 8: In realtà oltre al tiro non particolarmente bene, soprattutto anche lui nel finale perde qualche pallone di troppo. Ma quando tira così che gli vuoi dire. 26 punti con un 8/15 da oltre l’arco che spezza le gambe alla lunga del Maccabi
Pajola 7: Disegna geometrie davanti e porta la solita solidità in difesa, gli manca solo il tiro.
Niang 6: Penalizzato dai falli, riesce comunque a portare energia e a rendersi utile a rimbalzo, con la squadra che trae tanto beneficio dalla sua presenza in campo.
Accorsi n.e.
Alston jr. 8: Impiegato a lungo da numero tre, ruolo che in Eurolega sembra esaltare al meglio le sue doti tecniche e atletiche, porta in dote rimbalzi, punti e soprattutto tutte quelle giocate che, alla fine, ti fanno vincere le partite.
Hackett 6: Non forza nulla: si mette al servizio del gruppo, gioca di squadra e per la squadra, dando solidità in entrambe le metà campo.
Morgan 7,5: Comodo, per la Virtus, poter far rifiatare Edwards senza perdere incisività in attacco: porta infatti alla causa 17 punti in appena 15 minuti, mantenendo intatto il fatturato offensivo della squadra.
Diarra 6: Commette due falli ingenui nei primi scampoli di gara, che lo penalizzano un po’, ma tutto sommato porta il suo contributo alla causa.
Jallow 6,5: Muscoli e presenza non mancano mai: trova anche punti importanti in un momento delicato del terzo quarto, sebbene non manchi qualche ingenuità non da lui.
Diouf 7,5: Non fa rimpiangere Smailagic, unendo qualità offensiva e solidità difensiva, dopo un avvio accompagnato da qualche rimbrotto di Ivanovic. Una performance di tutto rispetto.
Akele 6: Entra nell’ultima frazione per il quarto fallo di Diarra e risponde presente, soprattutto a rimbalzo, dove in pochi minuti si fa sentire in modo deciso.
Ivanovic 7: Nonostante l’assenza di Smailagic, trova la chiave giusta per far male a un Tel Aviv agguerrito, anch’esso con diverse defezioni.
Maccabi Rapyd Tel Aviv
Hoard n.e
Lavi 6: Parte bene ma commette presto tre falli che lo tolgono dalla partita.
Clark III 5,5:9 gli assist e buon ritmo imposto alla squadra, ma gli 0 punti con 0/6 da tre pesano sul risultato finale, impedendo ai suoi di rientrare davvero in partita.
Santos 7,5: Per tre quarti di gara è una spina nel fianco per la Virtus in ogni aspetto del gioco. Nel finale complice forse la stanchezza non riesce ad incidere altrettanto.
Walker IV n.e.
Dibartolomeo 7: È un grillo, sempre presente ovunque: a rimbalzo in difesa e anche al tiro. Sfortunatissimo da oltre l’arco nel finale, quando la sua tripla che avrebbe potuto riportare i suoi a -5 entra ed esce dal ferro.
Dowtin Jr. 7: Primo tempo abbastanza anonimo, nel finale si accende ed è l’ultimo a mollare, garantendo così un finale comunque aperto, trovando a più riprese la via del canestro.
Blatt 5,5: Il primo quarto parte con ben altre premesse, ma si ferma alla prima tripla, senza riuscire poi a segnare o incidere realmente sul gioco.
Sorkin 6,5: Una media tra la prima parte di partita dove sembra incontenibile, e un secondo tempo dove si fa prendere le misure.
Brisset 6: I numeri sono dalla sua, ma nell’economia della gara è più fumo che arrosto,
Rayman 7: Lotta come un gladiatore e fa sentire i muscoli mettendo in difficoltà un cliente ostico come Jallow. Rivedibile in lunetta, ma crea tanti problemi di falli agli avversari.
Omoruyi 5,5:Entra nell’ultimo quarto a causa dei problemi di falli di Lavi, ma non riesce a lasciare il segno sulla partita.
Kattash 6,5: Nonostante un roster corto, la squadra si mostra agguerrita, fermandosi più che altro quando i suoi playmaker non trovano la mira da oltre l’arco.





