La nuova era della Nazionale italiana di basket si apre a Tortona con la sfida contro l’Islanda, valida per le qualificazioni ai Mondiali 2027. Alla guida degli azzurri c’è Luca Banchi, chiamato a raccogliere l’eredità di Gianmarco Pozzecco e pronto a trasformare la squadra in un modello per l’intero movimento cestistico nazionale. Nell’intervista rilasciata a Cosimo Cito per la Repubblica, il commissario tecnico detta la rotta: «La mia Nazionale dovrà ispirare tutto il basket italiano. Facciamo come il tennis».
Banchi sottolinea come il basket debba sfruttare l’onda lunga delle partite della Nazionale per trasformarle in occasioni di crescita strutturale. «Per ogni disciplina è determinante avere una Nazionale che sia un modello riconoscibile. Quello che sta succedendo al tennis. è semplicemente un’ispirazione per noi. Sappiamo che il basket è una realtà complessa.» spiega il coach. L’obiettivo è costruire una squadra che non sia soltanto competitiva sul parquet, ma capace di diventare un riferimento per società, settori giovanili e allenatori.
Voglio una squadra competitiva, con l’esperienza di alcuni e giovani che vedano nell’azzurro la loro dimensione.
Il CT difende con decisione le proprie scelte su convocazioni e rinunce, chiarendo che le chiamate sono sempre pensate “per tutelare i giocatori”, come nel caso di Nico Mannion, concesso all’ultimo dall’Olimpia Milano.
La sfida contro l’Islanda a Tortona registra il tutto esaurito, un segnale forte per lo staff tecnico e per la Federazione. Banchi legge il sold out come un punto di partenza: «C’è fame di basket e Tortona è un esempio di quello che possiamo essere. Il nostro obiettivo è far crescere una generazione e abituarla a guardare oltre gli orizzonti visibili».
