HomeVirtus BolognaMax Menetti: "La continuità tecnica è la chiave per la Virtus"

Max Menetti: “La continuità tecnica è la chiave per la Virtus”

Max Menetti, profondo conoscitore dell’Eurolega dopo l’esperienza allo Zalgiris e la lunga militanza in Italia, osserva con attenzione un inizio di stagione che ha già regalato scossoni e cambi di prospettiva in classifica. Tra le sorprese più evidenti c’è la Virtus Bologna, capace di oscillare tra qualche passaggio complicato e momenti di altissimo livello. Queste alcune delle sue dichiarazioni rilasciate al Corriere di Bologna sull’inizio di stagione dei bianconeri, oltre che sugli addii di Ettore Messina e Obradovic.

Proprio sull’ottimo inizio delle Vu Nere, Menetti dà merito alla dirigenza per avere scelto di dare continuità tecnica al proprio progetto:

“Credo che la continuità avuta nel confermare l’allenatore e il progetto tecnico sia stata la chiave. Una piccola percentuale, sottolineata anche da Ivanovic, la dare all’effetto PalaDozza.”

La migliore qualità della Virtus rimane il tanto talento sugli esterni, dove Ivanovic è riuscito a dare delle gerarchie ben definite.

“Mi piace molto la qualità degli esterni, elevata da un giocatore come Edwards. Il merito di Ivanovic è aver dato gerarchie molto precise. Se c’è Edwards si gioca in un certo modo per farlo finalizzare, senza di lui vanno di movimento passandosi la palla, cosa che il gruppo ha digerito ed è ben chiara.”

La mossa decisiva dell’estate bianconera è proprio quella di essere riusciti a firmare un giocatore dal talento offensivo del calibro di Carsen Edwards.

“Un colpo straordinario, a mio parere il giocatore che più cambia le partite insieme a Francisco dello Zalgiris. La mossa di optare per una trazione anteriore è vincente e tiene la Virtus agganciata alla zona Play-In.”

Menetti commenta anche l’ultima, rocambolesca settimana di Eurolega che ha visto due leggende come Ettore Messina Zeljko Obradovic lasciare le panchine delle rispettive squadre.

“I loro sono stati cicli molto lunghi, ma anche in passato avevano parlato in una pallacanestro diversa nella gestione dei giocatori. Non esistono più gli allenamenti, si fa gestione delle energie e delle risorse umane all’interno dei gruppi. Di certo sono due uscite contemporanee che hanno fatto molto scalpore.”

 

Marco Marini
Marco Marini
Marchigiano fuori sede, studio Relazioni Internazionali e nel frattempo mi diletto a scrivere della mia più grande passione: il basket.

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