Nel mezzo di una battaglia che si prospetta ancora lunga e piena di ostacoli, Achille Polonara ieri ha dato l’annuncio del proprio ritorno alla Dinamo Sassari. L’ormai ex giocatore della Virtus tornerà quindi in Sardegna dopo sei anni dall’ultima volta, ma ancora non è chiaro quando e se potrà effettivamente calcare il parquet. Polonara da qualche mese sta affrontando una forma di leucemia mieloide, che lo ha costretto a stare lontano dalla pallacanestro. Tutto il mondo del basket italiano ed europeo non ha mancato di fare sentire la propria vicinanza al giocatore. Il Banco di Sardegna Sassari ha dato un’ulteriore dimostrazione di fiducia verso il suo recupero, firmandolo con un contratto che gli dia la possibilità di tornare a giocare.
Di conseguenza, una delle domande che gli appassionati si stanno facendo di più in queste ore è quando e se Achille Polonara potrà nuovamente mettere canotta e scarpini per giocare. In mattinata, il quotidiano L’Unione Sarda ha provato a dare una risposta al quesito interpellando l’oncologo Daniele Farci. Da sottolineare come Farci sia comunque un osservatore esterno alla vicenda e, di conseguenza, possa soltanto ipotizzare un percorso di recupero senza dare certezze assolute. Il giocatore attualmente ha concluso anche il secondo ciclo di chemio previsto e ora si trova a Bologna in attesa del trapianto di midollo. Di seguito, il commento del dottore.
Se ha la prospettiva del trapianto di midollo, ha possibilità di guarigione alte. Siamo nell’ordine del 50 percento. Normalmente quello che rispondono bene alla terapia e vengono trapiantati possono andare incontro a una guarigione totale, ma ci sono molte variabili in gioco.
Sempre secondo il dottor Farci, la giovane età di Polonara e il suo alto livello di attività fisica potrebbero essere fattori vantaggiosi nel dotare l’anconetano di meccanismi di difesa maggiori, favorendo una risposta positiva al trattamento. Da non sottovalutare comunque anche l’aspetto psicologico, che potrebbe giovare altrettanto un recupero migliore.
Esiste la rete psico-neuro-endocrino-immunologico, un network tra il sistema psichico e il sistema immunitario. Quanto più l’aspetto psicologico è alto, maggiore è la possibilità di risposta ai trattamenti e quindi alla guarigione.
Farci ci tiene a ribadire anche quanto l’attività fisica sia indicata, in queste situazioni, come un’abitudine sana a differenza di quanto si potrebbe pensare. Ovviamente sono da evitare sforzi eccessivi, “ma nel momento in cui la funzionalità del midollo riprende, l’attività fisica diventa fondamentale“. Rimane da considerare che, se Polonara riceverà il trapianto di midollo, andrà incontro a un periodo di isolamento.
Si va da un minimo di un mese di isolamento a un massimo di quattro.
Ipotizzare quindi una data per il rientro in campo di Achille Polonara è impossibile. Ci basta però sapere che questa possibilità esiste. Tutti noi facciamo il tifo affinché diventi realtà il prima possibile.
