Ci sono campioni che restano nelle statistiche e uomini che entrano nel DNA di un territorio. Oscar Schmidt, per Caserta, è stato il ponte tra il sogno e la realtà. Ieri sera, il Duomo di Caserta si è trasformato nel cuore pulsante di una città ferita, riunita per celebrare la Santa Messa in suffragio del leggendario cestista brasiliano, scomparso all’età di 68 anni.
Il ricordo di Don Stefano: “Più di un ambasciatore”
Durante un’omelia densa di significato, don Stefano Giaquinto, storico padre spirituale della JuveCaserta, ha saputo toccare le corde più profonde dei presenti. “Il ‘Mao Santa’ è stato il più grande ambasciatore di Caserta nel mondo”, ha dichiarato il sacerdote, sottolineando come la fama di Oscar Schmidt abbia spesso superato quella della stessa Reggia vanvitelliana. Non è stato solo un atleta, ma un esempio di dedizione e sacrificio, capace di unire generazioni diverse sotto l’unico vessillo della passione bianconera.
La JuveCaserta di ieri e di oggi unita nel dolore
In prima fila, l’attuale formazione della JuveCaserta 2021 al gran completo, guidata dal presidente Francesco Farinaro, ha reso omaggio a chi ha tracciato la strada. Accanto a loro, il sapore della storia: Gianfranco Maggiò, figlio dell’indimenticabile Cavaliere Giovanni che portò Oscar in Italia nel 1982, e l’ex compagno di squadra Sergio Mastroianni. La presenza dei protagonisti dell’epoca d’oro ha ricordato a tutti il periodo in cui Caserta non temeva di sfidare e battere i colossi del basket del Nord.
Oscar Schmidt: un legame indissolubile tra Caserta e il Brasile
Il rapporto tra Oscar Schmidt e la città non si è mai interrotto, nemmeno dopo il ritiro. Dalle leggendarie sessioni di tiri extra a fine allenamento fino all’ultima apparizione pubblica nel 2023 per la serie “Scugnizzi per sempre”, Oscar ha incarnato lo spirito di resilienza casertano. Con il record di punti nel campionato italiano (superato solo da Riva per numero di presenze, ma non per media realizzativa), ‘O Rey lascia un’eredità che continuerà a ispirare ogni giovane che calcherà i campi della provincia.
All’uscita dalla celebrazione, il silenzio della piazza è sembrato il preludio a quell’urlo che per otto anni ha fatto tremare il Palamaggiò. Caserta ha salutato il suo Re, ma la sua scia luminosa resterà eterna.





