Abbiamo avuto l’opportunità di intervistare uno dei migliori allenatori italiani degli ultimi anni, ovvero Alessandro Magro. Dopo aver lasciato Brescia, attualmente Magro si trova sulla panchina dei BC Wolves in Lituania ma insieme ai nostri Paolo Spelorzi e Stefano Galullo ha ripercorso tutta i passaggi più importanti della sua carriera. Uno tra questi è sicuramente il periodo che ad oggi sta vivendo da capo allenatore ai BC Wolves. Eccolo raccontato dalle parole dello stesso Alessandro Magro.
“Mi sto trovando molto bene. Ovviamente non è facile arrivare in una nazione dove la mentalità è molto molto diversa dalla nostra, soprattutto se si fa l’allenatore di pallacanestro. Qui ci sono tantissimi giornalisti che seguono, tantissimi podcast che parlano di pallacanestro con persone molto competenti, quindi è veramente molto simile a quello che succede agli allenatori di calcio in Italia. Questo è lo sport nazionale, tutti parlano di pallacanestro, tutti seguono la pallacanestro, tutti conoscono la pallacanestro. Questo è molto stimolante, perché alla fine non la puoi raccontare più di tanto, devi essere sempre molto molto sul pezzo.
La scuola di pallacanestro dei giocatori lituani è di alto livello, perché quasi tutti i giocatori che poi giocano in serie A, sia nella mia squadra che nelle altre squadre, comunque hanno fatto scuola basket Rytas o l’Accademia dello Zalgiris. Quindi hanno ascoltato allenatori di pallacanestro, per esempio Jasikevicius che nello Zalgiris ha veramente lasciato un segno anche nel come gestire le cose a cascata. Molti seguono quello che hanno direttamente o indirettamente ascoltato e assorbito, che sono nozioni di altissimo livello. Lo stesso vale per il Rytas.
I giocatori di pallacanestro lituana sono molto preparati da un punto di vista tecnico e tattico. Il campionato non ha tantissime squadre, perché non si può dimenticare che la Lituania è una nazione piccola da 3 milioni e mezzo di abitanti. Quindi le realtà che ci sono sono poche. Però in campionato ci sono giocatori molto interessanti, è molto competitivo. Non c’è la possibilità, come ad esempio in Italia, di dire: quella partita la posso giocare concentrandomi meno perché sicuramente con il roster che ho la vado a vincere. Noi, lo Zalgiris, il Rytas e il Lietkabelis (le quattro squadre considerate migliori degli altri) devono giocarle realmente le partite per provare a vincerle. Noi in questo momento stiamo facendo abbastanza bene.”





