Dopo l’uscita della vecchia proprietà e l’arrivo del gruppo di Matt Rizzetta, Napoli Basket prova a voltare pagina. In panchina arriva Alessandro Magro, ex coach di Brescia, chiamato a guidare una squadra ambiziosa, ma ancora da costruire. Alla vigilia dell’esordio in Serie A contro la Virtus Bologna, il coach si racconta tra emozioni, aspettative e progetti futuri. Ecco le parole del coach toscano rilasciate a Il Mattino.
Napoli Basket cambia marcia: “Non solo salvezza, puntiamo in alto”
«Basta lottare solo per salvarsi. Vogliamo provare a dire la nostra in questo campionato», afferma Magro.
Il nuovo corso parte con grandi ambizioni: playoff come obiettivo dichiarato, un roster rinnovato e una nuova proprietà desiderosa di investire.
L’esordio sarà dei più difficili: lunedì 6 ottobre, in casa dei campioni d’Italia della Virtus Bologna.
Alessandro Magro: «Napoli è speciale. Qui mi sento davvero a casa»
Il coach toscano non nasconde l’entusiasmo per la nuova avventura:
«Napoli è una città che sta vivendo una fase di espansione. Appena atterrato con mia moglie ho sentito di essere nel posto giusto. Mi sento più sicuro qui che a Brescia.»
Ma aggiunge subito un messaggio di realismo:
«Roma non fu costruita in un giorno. Ci vuole pazienza. Sono un allenatore che ha bisogno di tempo per costruire.»
Difesa, corsa e mentalità: la chiave di Napoli Basket
«Il precampionato ci ha mostrato alcune fragilità difensive, ma ci abbiamo lavorato molto. Ora voglio una squadra che corra, giochi libera e con mentalità.»
L’obiettivo è chiaro: contrastare anche le big, come la Virtus, con velocità e ritmo.
«Loro sono uno squadrone: fisicità, taglia, difesa, e un Niang inarrestabile. Ma noi possiamo sorprenderli se giochiamo sciolti.»
Qual è il vero potenziale di Napoli?
Magro mantiene i piedi per terra:
«Il campionato è molto equilibrato, anche le neopromosse sono competitive. Tra playoff e salvezza ci sono almeno 8-9 squadre sullo stesso livello. E Napoli è lì, pronta a giocarsela.»
Su Mitrou-Long e il leader del gruppo
«Naz Mitrou-Long è la mia estensione in campo, ma tutto dipende dal gruppo. Siamo contenti delle scelte fatte. Flagg cresce ogni giorno, Caruso sente la responsabilità di giocare nella sua città. Ma dobbiamo dare tempo a tutti.»
Napoli sogna in grande, ma resta con i piedi per terra. Con Alessandro Magro in panchina e un gruppo tutto da plasmare, il club vuole scrollarsi di dosso l’etichetta di squadra da salvezza. La strada è tracciata: serviranno pazienza, lavoro e continuità. Ma l’entusiasmo – in città e nello spogliatoio – non manca.





