HomeLega BasketAlessandro Pajola è il segreto di Pulcinella della Virtus Bologna

Alessandro Pajola è il segreto di Pulcinella della Virtus Bologna

Uno dei maggiori poeti contemporanei italiani, Salmo, in una delle sue celeberrime opere ci dice che “la verità è in strada, è scritta sopra i muri“. D’altronde i graffiti sono da sempre l’espressione più democratica del pensiero del popolo. E se prima dell’unità d’Italia per le strade di Milano si poteva trovare sui muri la scritta “Viva V.E.R.D.I.”, a conferma di un sentimento popolare volto alla fine del dominio austriaco, passeggiando per le vie di Bologna, oggi, si può di nuovo apprezzare il sapore della democrazia diretta, imbattendosi in una frase inequivocabile: “PAJOLA EUROLEGA SUBITO”.

L’ignoto autore di tale opera, oltre a dimostrare una spiccata conoscenza cestistica, svela all’intera basket city uno dei segreti del sedicesimo scudetto virtussino, un giovane appena 21enne, nascosto tra gli universitari di via Zamboni, celato all’ombra delle due torri, come qualcosa di prezioso. Alessandro Pajola è decisamente l’arma segreta delle V nere, anche se, con i playoff appena conclusi, è uscito dall’ombra, pronto a prendersi ciò che gli spetta.

La crescita all’ombra di una leggenda

Quello di Alessandro Pajola non è uno di quei talenti che attira le luci della ribalta. Il piccolo gioiellino anconetano negli anni ha lavorato sodo, sviluppando un gioco marcatamente difensivo, prendendo sempre di più la forma di quei giocatori che, pur lasciando gli highlights ai compagni, sono parti fondamentali dei progetti vincenti. Arrivato alla Virtus nel 2015, inizia a giocare minuti importanti nelle stagioni 17/18 e 18/19. Il rendimento tuttavia fatica ad arrivare, complici i soli 18 anni, anche se le spiccate doti difensive sono sotto gli occhi di tutti. L’arrivo di Sasha Djordjevic, o di Milos Teodosic, fate voi, cambiano completamente la situazione del giovane playmaker virtussino. Già nella scorsa stagione infatti Pajola alza il livello del suo gioco, e inizia a far tesoro degli allenamenti condivisi con il numero 44 serbo.

Le sue percentuali migliorano pesantemente, anche se si prende più conclusioni, gli 1.3 punti a partita del 18/19 diventano 3.1 in LBA e addirittura 3.4 in EuroCup, contesto in cui il giovane numero 6 dimostra di non risentire per niente la pressione delle partite importanti. In EuroCup gli assist a partita sono addirittura 2.3, mentre l’anno precedente erano stati soltanto 1 in Serie A. Quando è in campo Alessandro dimostra di non essere in grado di provare timore, buttandosi su ogni pallone, graffiandosi, entrando sotto la pelle degli avversari, spesso giocatori molto più navigati di lui. Il duro lavoro in palestra inizia a dare i suoi frutti, Alessandro ruba palla a giocatori tra i migliori in Italia ed in Europa, li pressa, li affatica, spesso li fa innervosire, e ancora più spesso subisce reazioni particolarmente aggressive. In queste occasioni Pajola non si scompone, si rialza e si defila, mentre i suoi compagni si ergono a muro intorno a lui, perché quello è il ruolo che si è scelto, e i contatti duri sono la conferma che sta interpretando alla perfezione il suo copione.

La stagione 20/21

La giovane età, e il contesto altamente competitivo, permettono a Pajola di arrivare alla vigilia della stagione 20/21 senza troppe pressioni addosso. Il miglioramento c’è stato, ma non è ancora il momento della consacrazione, soprattutto se dovrà dividere i minuti con nomi come Teodosic, Markovic, Adams e poi Belinelli. Djordjevic tuttavia decide di dargli fiducia e il suo tempo di impiego passa dai 12.2 minuti a partita della stagione precedente nel campionato nostrano a 18.9. La risposta è immediata, e Pajola porta il suo gioco ad un livello mai raggiunto precedentemente. Migliora ancora a livello difensivo, diventando un vero perno della squadra nella propria metà campo, soprattutto quando al suo fianco si trovano difensori discutibili come la coppia Teodosic-Belinelli. Il suo rendimento offensivo raggiunge picchi incredibili, pur lasciando spazio ad ulteriori miglioramenti. In LBA i punti a partita segnati di media sono 6. Il 57.6% da 2 punti con 2.3 tentativi a partita è il massimo in carriera. Da dietro la linea di 6,75 fa registrare un 66.7% con 2.1 tentativi a partita, di nuovo i migliori dati in carriera.

Gli assist a partita diventano 3.5, 2.5 in più rispetto al Pajola di due anni prima. La maturitá acquistata nell’anno precedente si dimostra nelle intelligentissime giocate messe in campo, nella capacità di comprendere le situazioni e nella comprensione del gioco. Il talento anconetano sa quando deve prendersi responsabilità, sa quando tirare, sa caricare i compagni nei momenti difficili. Naturalmente gli errori ci sono, ma ha 21 anni, nessuno si aspetta la perfezione da lui.
E se la stagione regolare si chiude con l’immagine del mastino difensivo, ma con piú visione e scoring, i playoffs, e in particolare la serie con Treviso, saranno destinati a cambiare l’opinione di molti riguardo Alessandro Pajola. Detto infatti di un Difensive Rating di 98.8, e di un Net Rating di 17.1, la vera sorpresa di quest’anno, per il numero 6, è l’incredibile post season, soprattutto a livello offensivo.

I playoffs 20/21, il Pajola del futuro?

Sono due gli episodi che hanno segnato la cavalcata scudetto del giovane nativo di Ancona: gara 3 contro la De’Longhi Treviso e gara 4 contro Milano. Rispettivamente i due match verranno ricordati per avvenimenti totalmente diversi, nella serie dei quarti di finale infatti Pajola dimostra il suo potenziale offensivo, mentre nell’atto conclusivo delle finali scudetto da dimostrazione del suo livello difensivo, se ce ne fosse bisogno.

In una post-season difensivamente incredibile infatti l’ultimo match della serie contro Logan e i suoi è un’isola felice dove il Pajola del futuro ha voluto palesarsi. 25 punti in 29 minuti, 6/7 da dietro l’arco e 7 assist, oltre a ampi tratti di partita in cui sembrava lui il vero trascinatore della Virtus, in un puro esempio di trance agonistica. Seppure tale prestazione possa sembrare un episodio isolato (e al momento lo è), i dati al tiro in stagione fanno ben sperare per il futuro. Il talento virtussino sembra infatti aver sviluppato un buon tiro dalla lunga distanza, pur cavalcando poco tale soluzione.
Se in futuro il classe ’99 decidesse quindi di fare più affidamento sul tiro pesante potremmo ritrovarci davanti ad una versione completamente diversa del giocatore visto fin’ora. I 7 assist non sono invece per niente un dato isolato e sono soltanto una delle tante conferme nell’arco della stagione di un giocatore che sta facendo tesoro del sistema in cui è immerso, che di certo lo facilita in questo fondamentale, considerando che la Virtus è la squadra che serve di gran lunga il maggior numero di assist in campionato.

Le finali scudetto sono invece un puro esempio dell’intensità di Alessandro Pajola. Il numero 6 sa di star vivendo una guerra, e da tutto se stesso per portare a casa il risultato. Inoltre alza il ritmo insieme alla squadra, e dai 0 punti e 1 rimbalzo di gara 1 si arriva ai 10 e 6 di gara 3, probabilmente la partita più importante della serie, fino agli 8, 5 rimbalzi e ben 7 rubate di gara 4, in cui Pajola dimostra tutte le sue doti nel fondamentale, con buona pace dei campionissimi che si trovava davanti.

E ora?

Naturalmente Pajola non è ancora un giocatore pronto all’Eurolega, come vorrebbe invece l’ignoto opinionista di inizio articolo, ma di certo, considerando i miglioramenti visti in questa stagione, e quelli potenzialmente ancora da vedere, l’obbiettivo è tutt’altro che impossibile. Sarei personalmente sorpreso, a scanso di infortuni o problematiche tecniche, di non vedere un suo debutto nella massima serie Europea entro 2/3 anni, e la Virtus dovrà faticare molto per tenerlo ancorato fino alla scadenza del contratto, che al momento è fissata al 2025, nel caso non ottenesse in qualche modo la possibilità di giocare l’Eurolega.
La speranza è che Scariolo favorisca l’evoluzione di questo piccolo gioiello della pallacanestro italiana, affidandogli più responsabilità e magari aiutandolo a sviluppare gli aspetti del gioco in cui pecca di più. Nel caso ciò non accadesse ci sarà sicuramente un altro temerario, pronto a scrivere sui muri di Bologna la sua personale versione della, ancora giovane, storia cestistica di Alessandro Pajola.

Thomas Marzioni
Thomas Marzioni
D-Rose mi ha incantato da bambino, tanto che non capisco come siamo arrivati a Boylen. Tifoso Brindisi da quando ho incominciato a guardare il basket italiano, perché non mi piace troppo vincere la Coppa Italia.