Il basket italiano è a un bivio. Non è una frase fatta, ma la realtà di un movimento che si prepara a vivere lo shock tellurico dell’arrivo di NBA Europe nell’ottobre 2027, con franchigie fisse a Roma e Milano. In questo scenario di incertezza, il progetto AlleyOop 2028, emerge non come una semplice riforma dei campionati, ma come un vero e proprio “Manifesto” per ridisegnare l’identità della nostra pallacanestro.
Molti media si sono soffermati sulla superficie — il cambio di nome della Serie A o la riduzione delle partite — ma, parlando direttamente con l’autore e analizzando i documenti, emergono dettagli fondamentali e “non detti” che cambiano completamente la prospettiva del progetto.
Oltre i 28×15: Il Basket come Motore Sociale
AlleyOop non nasce nei palazzi della politica sportiva, ma “da dentro il movimento”. L’idea centrale è che la FIP debba smettere di agire come un “proprietario” per diventare un “coach” che mette a disposizione degli strumenti.
Si propone uno sguardo rivolto soprattutto al futuro e all’inclusione: il basket non è solo la Serie A, è il 3×3, gli E-sport, ecc.
L’obiettivo è trasformare l’esperienza del palazzetto in qualcosa di simile a un’esperienza a 360 gradi: lo sport come “ottava arte”. Chi entra per vedere una partita deve uscirne cambiato, grazie a un’offerta che include il Showtime Game (Celebrity Game e All-Star Game) e una forte integrazione con il gaming tramite la NBA2K eBasket League.
I dettagli tecnici che nessuno vi ha spiegato: 28 partite e A2 Professionistica
È qui che l’approfondimento si fa necessario, partendo da quegli aspetti che la stampa generalista ha parzialmente ignorato o frainteso.
- Il calendario flessibile (non solo 18 partite): Molti hanno riportato una riduzione drastica a 18 gare di Regular Season. In realtà, il progetto prevede la possibilità di arrivare a 28 partite di RS semplicemente aggiungendo una gara incrociata con l’altra Division. L’obiettivo è “Meno Partite, Più Valore” (Less is More), liberando spazio per le coppe europee e la Nazionale senza però svuotare i palazzetti.
- A2 Professionistica: Un punto cardine, spesso sottaciuto, è la trasformazione della A2 in una lega professionistica a tutti gli effetti. Il sistema LBA assorbirebbe la LNP in un’unica governance su tre livelli (SLBA/IBSA, LBA2, LBA3), garantendo un merito sportivo reale con tre promozioni e tre retrocessioni.
- Partnership TV strategica: Contrariamente a quanto circolato, il progetto non punta a una TV Unica centralizzata in senso classico, ma a una partnership strategica (proposta di 5 anni con Deltatre) per gestire una piattaforma unificata (LBA TV + LNP Pass) che garantisca ricavi certi ai club (circa 2M €/anno) e un accesso semplificato per i tifosi.
2027/2028: Un punto di partenza, non un dogma
Un aspetto da sottolineare è che questo progetto non è un pacchetto “prendere o lasciare”, ma un punto di partenza per una discussione operativa. La data fissata è la stagione 2027/2028, il momento perfetto per farsi trovare pronti all’espansione NBA in Europa.
Il restyling della massima serie, che potrebbe chiamarsi SLBA (SuperLega Basket Serie A) o IBSA (Italian Basketball SuperLega A), prevede 20 squadre divise in due gironi da 10, con uno snake draft per la composizione dei raggruppamenti. Le franchise NBA Europe di Roma e Milano parteciperebbero con un modello di “dual participation” simile a quello dell’Eurolega.
AlleyOop 2028 non vuole demolire ciò che già funziona — come il digitale o i progetti scuola dove l’Italia è eccellente — ma vuole “accelerarlo”. È un invito a “passarsi la palla” perché, come si scrive nel manifesto: “Nessuno vince da solo, e chi tiene la palla troppo a lungo di solito la perde”. La palla, ora, è nelle mani di chi ha il coraggio di discutere seriamente del futuro del nostro basket.





