Non c’è storia nel campionato italiano: il trono di miglior giocatore azzurro appartiene ancora ad Amedeo Della Valle. La guardia della Germani Brescia continua a macinare numeri da urlo (17.1 punti di media e 19 di valutazione), confermandosi il pilastro della squadra che ha chiuso la regular season al secondo posto. Per “ADV”, ormai trentatreenne, la provincia bresciana è diventata la comfort zone ideale per esprimere un talento che sembra non conoscere declino.
Il paragone con il “Codino” e il legame con Mauro Ferrari
Il successo di Amedeo Della Valle a Brescia affonda le radici in un incontro avvenuto cinque anni fa con il patron Mauro Ferrari. Come riportato dalla fonte Tuttosport, il giocatore ricorda con emozione le parole del presidente che lo convinsero a sposare il progetto della Leonessa:
«Mi disse che sarei stato il Roberto Baggio del basket e me lo ripete ancora. In effetti le storie sono simili, ma anche solo pensare che sia davvero così mi regala un’enorme emozione, perché so il peso che ha avuto Baggio per Brescia e per tutto il calcio mondiale», ha dichiarato Della Valle, sottolineando come la continuità di rendimento sia l’aspetto che lo inorgoglisce di più.
Il successo della Germani: “Guai a dare tutto per scontato”
Il secondo posto della Germani è un traguardo senza precedenti per il basket cittadino. Tuttavia, Amedeo Della Valle invita a non sottovalutare l’impresa compiuta in questa stagione. Secondo Della Valle, competere con le big dai budget milionari richiede un livello di applicazione e coesione fuori dal comune:
«Vorrei che nessuno desse per scontato quello che stiamo facendo. Il bello è che ogni anno miglioriamo, ma restare nei primi posti con squadroni che hanno budget molto più ricchi dei nostri richiede una grande applicazione e coesione». Nonostante il cambio di vari allenatori negli anni, da Magro a Poeta fino a Cotelli, il rendimento del numero 8 è rimasto costante, segno di una maturità tecnica e mentale ormai definitiva.
Amedeo Della Valle e il futuro del basket italiano e i giovani in NCAA
L’intervista tocca anche temi caldi come l’esodo dei giovani talenti italiani verso i college americani. Amedeo Della Valle, che ha vissuto l’esperienza negli USA in tempi diversi, si dice comprensivo verso chi sceglie questa strada per motivi economici e formativi: «Io ci sono stato quando bisognava pagarsi i biglietti del volo… Mi metto nei panni di chi adesso può fare un’esperienza sia di vita che economica e mi dico che al loro posto avrei fatto lo stesso».
Infine, un monito al sistema italiano: per valorizzare gli azzurri serve coraggio. «Bisogna dare fiducia agli italiani che vengono dall’A2 e anche dalla B. Gli esempi ci sono: basta crederci», ha concluso il “Marchesino”, indicando nella fiducia la chiave per il rilancio del movimento nazionale.
