Durante il media day della Pallacanestro Brescia uno dei protagonisti più attesi è stato sicuramente Amedeo Della Valle sul quale Brescia punta davvero molto.
Una delle cose più belle è stata vederti sorridere insieme al resto della squadra al media day
C’è una bella atmosfera, penso che sia importante creare da subito il gruppo perché si creano le fondamenta della squadra e questo ci potrà aiutare nei momenti bui della stagione, adesso ci sono tanti giovani aggregati ed io sono tra i veterani quindi tocca anche a me cercare di essere il collante tra questi ragazzi.
Per te è stata una stagione molto lunga visto che hai finito relativamente poco tempo fa
Ci stiamo allenando bene, non c’è stato troppo tempo per staccare quest’estate perché ho finito il 15 giugno ma siamo tutti felicissimi e convinti di essere qua, abbiamo iniziato prima degli altri e penso che questo possa darci una mano per essere più pronti quando il campionato inizierà.
Nell’ultimo anno per te c’è stata una doppia esperienza estero, in passato hai giocato al college, che cosa ti hanno lasciato queste esperienze? quanto è importante per un ragazzo Italiano giocare fuori dal nostro campionato?
L’essere professionista all’estero è un’esperienza che mi ha dato tanto, molto diversa rispetto al college perché sei un professionista appunto, ho giocato in due ambienti diversi, uno abbastanza all’interno della “comfort zone” come quello spagnolo perché è una cultura simile a quella italiana e l’altra in Montenegro dove mi sono messo più in gioco perché ho trovato tante cose diverse rispetto all’Italia e quindi mi sento arricchito e sono molto contento di questo. Penso di tornare in Italia e a Brescia con maggiore esperienza e cercherò di portare questa esperienza alla squadra.
Sei al centro del progetto, Brescia punta molto su di te e i compagni ti cercano e vogliono farti entrare in fiducia
E’ importante per me, le mie caratteristiche sono quelle di fare canestro e quando sono in fiducia riesco a farlo meglio, l’allenatore mi permette di prendere tutti i tiri aperti che voglio, ovviamente essendo al centro del progetto mi sento delle responsabilità che vanno poi dimostrate sul campo. L’importante è divertirsi e avere entusiasmo, è quello che ho sempre cercato di fare, anche quando le cose non andranno per il meglio e nei momenti bui sarà importante non abbassare la testa.
Tornando al periodo del college, puoi dirci qualcosa della Ohio State marching band? Li avevi visti opera? come si allenano? che tipo atmosfera c’era?
Ho un po il rimpianto di non aver mai assistito a un loro allenamento dal vivo, li ho visti solo prima delle partite del football, è una cosa talmente surreale che si fa fatica a credere.. Per esempio quando hanno fatto la camminata di Michael Jackson sono stati davvero incredibili! Hanno una cultura e una tradizione fuori dal comune, quando scendevano in campo tutti si fermavano perché era veramente qualcosa di assurdo.





