RITMO E TIRO INCIDONO SEMPRE DI PIU’ SULLE VITTORIE
Quello che abbiamo ottenuto è un indice di correlazione tra questi ultimi due dati e le percentuali di vittorie. Di fatto quanto ritmo e conclusioni da tre incidano, in positivo o in negativo, sulle probabilità di vittoria di una squadra. Come nota va specificato che l’indice possa variare da 1 (perfetta correlazione diretta) a -1 (perfetta correlazione inversa), con lo 0 che sta indicare come non vi sia alcuna relazione tra un dato e la sua incidenza sulle percentuali di vittoria.
Il grafico che otteniamo aggregando i dati è, al contempo, esplicativo ma anche da interpretare con attenzione.

L’incidenza di ritmo e tiro da tre punti sulle sorti di un incontro è quanto meno palese e sembra seguire un trend che non ha ancora trovato il suo plateau (per rimanere su un termine che nell’ultimo anno e mezzo abbiamo imparato a conoscere bene, ahinoi). Ma attenzione a non farsi trarre in inganno.
Entrambi hanno un’evoluzione simile, ma che, ad oggi, arriva a due punti diversi. Il tiro pesante è passato, in una decade, da avere un’incidenza prossima allo zero, anche in terreno negativo, ad essere un fattore decisivo, mentre il ritmo di gioco sta risalendo verso lo zero, ma rimane con un’incidenza negativa. Per intenderci, alzare il ritmo tende a diminuire le probabilità di vittoria.
L’andamento, però, è chiaro: se nel 2012 l’indice di correlazione tra ritmo e successi di squadra era di -0.32, oggi siamo a -0.07. Un dato prossimo allo zero, quindi alla connessione nulla tra ritmo e vittorie, ma che, dovesse seguire il trend di questi ultimi dieci anni, porterebbe verso una via molto chiara nel prossimo futuro.
