HomeEsclusiveAnalyticsAnalytics: Shields domina, Biligha la variabile, male i leader Virtus

Analytics: Shields domina, Biligha la variabile, male i leader Virtus

L’Olimpia Milano fa sua la quinta partita di questa serie e va sul 3-2 nella serie a un solo punto dallo scudetto, mentre la Virtus dovrà forzare la settima tra le mura amiche e provare il colpo esterno. Il prepartita era stato caratterizzato dal dubbio Hines, che ha confermato quanto poco potesse dare alla causa, ma quando sale così di livello Shields, Milano è un’altra squadra.

Prof.Shavon

Lo avevo già segnalato in un altro pezzo e lo rifaccio qui. Vi ricordate quando dopo la contestazione del pubblico a Shields, Messina disse: “Senza di lui al top non vinciamo lo scudetto”?
Ecco, sicuramente senza di lui al top ieri avrebbe vinto la Virtus, perchè è stato l’indiscusso MVP con 22 punti, 9-16 dal campo, ma soprattutto tutti canestri decisivi nel quarto periodo.

L’unico a metterlo in difficoltà è stato Cordinier, che lo ha obbligato a 2-5, mentre contro tutti gli altri ha 7-11 e la mappa di tiro conferma una cosa: quanto abbia attaccato il ferro e quanto sia stato meglio cercarlo in varie situazioni, non solo l’isolamento diretto. Ha 2-3 sugli scarichi, 3-6 in uscita dal pick and roll da handler, 2-2 dietro ai blocchi e 2-2 in transizione. Non sempre isolarlo e chiedergli di salvare il mondo da solo è la soluzione, coinvolgerlo in attacchi più di movimento lo rende fondamentalmente immarcabile in serate come queste e non solo.

X-Factor: Biligha-Ricci

Non sta mai bene dire “te l’avevo detto”, ma l’apporto di Hines anche in questa gara 5 è stato letteralmente nullo (78 Ortg-109 Drtg in 11 minuti) e quindi Messina si è trovato “costretto” a chiamare in causa Paul Biligha. La risposta è stata: +26 di netrtg, 4 punti, 2 rimbalzi e una stoppata, oltre a una difesa e presenza pazzesche che hanno fondamentalmente deciso gara 5. Discorso diverso, ma analogo per certi punti, riguarda Giampaolo Ricci che è stato spesso impiegato dietro ai blocchi a seguire Belinelli nel quarto periodo, ma soprattutto per cambiare sulle sue uscite e subire meno in post. Si può essere importanti senza segnare un punto? Tatticamente si perchè in 14 minuti (prevalentemente nel quarto periodo) il 98 di DefRtg è una grande cifra, perchè è stato il momento in cui Belinelli ha fatto pentole e coperchi fuori dai blocchi. Ma questo cosa ci dice ancora una volta, per quanto riguarda Biligha? Che per trovare apporto da una panchina bisogna utilizzarla, crederci e nutrirla ogni giorno durante una stagione, invece ancora una volta Messina ha trovato risposte dai suoi role player per obbligo e non per scelta, come successe con Jerian Grant l’anno scorso.

 

Cordinier-Hackett

Possiamo tranquillamente dire che il break decisivo per Milano è arrivato quando Isaia Cordinier si è seduto in panchina a lungo per il suo quarto fallo. Lì l’Olimpia ha scavato il break, poi solo parzialmente recuperato. La prima azione del francese è stata un gioco da tre punti e da lì non si è più fermato. Partita monumentale la sua, che obbliga Shields a 2-5, con il suo apporto che va ben oltre il banale +2 di Net Rating: è in quattro dei primi cinque quintetti Virtus per rendimento. Si è scoperto poi anche insospettabile giocatore di pick and roll, quando nel secondo quarto con Mickey ha messo a ferro e fuoco la difesa milanese.
Daniel invece è stato eroico nei primi tre quarti costringendo Napier a 2-7 ancora una volta, dando tutto difensivamente e andando anche in scorribanda come handler del pick and roll con 3-4, perchè Messina con i vari quintetti grandi gli ha tolto totalmente il post basso, dove ha avuto 1-1 e pochi tocchi.

 

Shengelia-Teodosic? Assenti

Qui non parliamo di numeri, non parliamo di rating, parliamo di apporto fattivo delle stelle. Ha ragione Scariolo nel post partita quando dice: “Non so come siamo arrivati in partita negli ultimi tre minuti, rispetto a cosa ci sia mancato”. Teodosic ha sbagliato tutto, compresi due buoni tiri in apertura di ripresa e non ha più visto il campo. Shengelia, limitato dai falli subito, è sparito dalla partita sbagliando appoggi facili nel secondo tempo. Già senza l’apporto di uno dei leader diventa difficile, senza entrambi e in trasferta, è affare proibitivo vincere per i bianconeri che però hanno lottato alla grande sino alla fine. Però ora non c’è appello: serve che giochino la loro miglior partita della serie per forzare la settima.

Simone Mazzola
Simone Mazzola
Simone Mazzola è ideatore e fondatore di Backdoor Podcast. Giornalista pubblicista iscritto all'albo, segue e racconta il basket quotidianamente da oltre vent'anni. Nel corso della sua carriera ha collaborato con redazioni del calibro di FoxSports e del sito italiano NBA. È inoltre autore del libro "American Dream: un infiltrato alle NBA Finals".X: https://x.com/mazzola_simone IG: https://www.instagram.com/datruth84/

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