La vittoria su Scafati ha dato ossigeno alla Pallacanestro Varese, che sta scalando la classifica e mostrando progressi su più fronti di gioco. Ma non tutto fila liscio, e sarebbe sbagliato ignorare le crepe ancora visibili nel meccanismo.
Cosa sta funzionando
Il roster ha dimostrato una certa profondità: contro Scafati, coach Kastritis ha fatto ruotare dieci giocatori nei primi otto minuti, un segnale di fiducia nelle alternative disponibili. Hunter Hale ha migliorato il suo contributo alla spaziatura nelle manovre con palla in mano, e la panchina lunga ha retto nelle fasi decisive della partita.
Detto questo, come scritto da La Prealpina, la squadra non ha ancora trovato la capacità di mantenere un livello alto per quaranta minuti filati. Le assenze di McDowell-White e Amedeo Della Valle pesano, e rappresentano margini di crescita concreti nel momento in cui i due torneranno a disposizione.
Le cose da sistemare
L’aggressività difensiva che Kastritis chiede ai suoi rischia di trasformarsi in un problema: i falli concessi gratuitamente sono un boomerang che può costare caro nelle partite più equilibrate. Isaiah Roby, dal canto suo, è ancora in una fase di rodaggio, sia sul piano tecnico che su quello emotivo, e il suo inserimento negli schemi richiede ancora tempo.
Librizzi e Duke non hanno cambiato marcia negli ultimi dodici minuti, un dettaglio che non passa inosservato. E più in generale, i nuovi arrivati devono ancora metabolizzare le richieste del loro allenatore.
La profondità del roster e i tanti cambi hanno aiutato nelle fasi finali, ma l’aggressività in difesa può diventare controproducente e i nuovi devono ancora capire Kastritis.
Il vero banco di prova arriverà presto: il debutto in Basketball Champions League a Murcia sarà un test di tutt’altra natura. Una squadra capace di segnare cento punti al Barcellona non è avversario paragonabile a quelli affrontati finora. Superato questo ostacolo, si tornerà a Masnago per le sfide con Trieste e il Peristeri Atene.







