La Virtus vince gara 4 al termine di due overtime, in una serata che l’ha vista prima controllare la partita toccando anche il +18, poi crollare e farsi rimontare il vantaggio e doverla rivincere nei supplementari. Nonostante la follia dei minuti finali, abbiamo provato a tradurre in numeri le chiavi della partita della Segafredo Arena.
Belinelli e Teodosic stopper veri
Nella nostra preview di inizio serie avevamo individuato in Teodosic e Belinelli i due punti deboli difensivi della Virtus. I due fulcri su cui Milano avrebbe dovuto fare leva per scardinare la difesa di Bologna. Situazione che si è verificata nelle prime due partite del forum, decisamente meno nelle due partite di Bologna, dove la Virtus è riuscita a mascherare meglio i suoi due leader offensivi.
Contro Teodosic Milano segna solo 6 punti, con Shields che ne mette 4 e Hall 2. Datome non riesce mai a sfruttare il mismatch, così come Baron e Ricci.
Discorso analogo per Belinelli, che la Virtus paga solo con 6 punti subiti. 3 punti di Baron, 3 punti di Shields e il resto dell’attacco di Milano non ne cava un ragno dal buco.
Se Bologna si può permettere i suoi leader in campo senza pagare difensivamente la serie vira in maniera decisa verso la squadra di Scariolo.
E alla fine Mickey batte un colpo
Un altro punto interessante che avevamo individuato in fase di preview era la possibilità dei lunghi di Milano di mettere in seria difficoltà quelli della Virtus, per via dia una rotazione più lunga, per via delle caratteristiche che potevano favorire la squadra di Messina. Mickey era uno degli osservati speciali, visto i suoi momenti difensivi non eccelsi e una tendenza ad avere alti e bassi all’interno della partita stessa.
L’unica cosa cosa su cui tutti erano concordi era la sua importanza offensiva per punire una difesa di Milano che sta riempiendo l’area contro le incursioni di Shenghelia. Il suo tiro da fuori o dalla media può essere la chiave per scardinare la difesa di Milano, ma a differenza di quanto si possa pensare, è lui che sta giocando più vicino a canestro rispetto al suo compagno di reparto. Scelta insolita, visto chi dei due è più perimetrale, ma che ieri ha dato ragione a Scariolo data la sua produzione offensiva contro tutti i lunghi di Milano.
Mickey chiude con 18 punti ma nello specifico fa 3/4 da 2 pt contro Melli, 2/2 da 2 pt contro Hines e 2/4 da 2 pt contro Voigtmann. Rebus offensivo che la frontline milanese non è mai riuscita a risolvere e che ha costretto Messina a dover muovere i suoi totem più di quanto avrebbe voluto.
Melli
Il capitano dell’Olimpia è stato uno dei pochi a produrre con costanza durante la partita e se difensivamente Milano tiene quasi sempre botta e riesce a limitare i danni in certi momenti, lo fa grazie alla prestazione di Melli.
In attacco è sempre poco coinvolto, più per le difficoltà offensive degli handler milanesi che per demeriti suoi, ma in difesa tiene in piedi la baracca con una prova difensiva maiuscola e che è ben rappresentata da un dato numerico impressionante: con lui in campo Milano concede 80 pt su 100 possessi. In una partita dove l’Olimpia ha sempre inseguito e ha toccato anche il -18, questo dato è impressionante.
Quello che rimane di Hines
La serie finale di Hines in questo momento è ben al di sotto del suo reale valore e la sensazione è che il suo logorio fisico sia ormai oltre il gestibile per una serie così fisica e contro avversari di questa taglia. Le sensazione in campo sono confermate dai numeri e al momento è uno dei giocatori peggiori della serie. Offensivamente non da nulla dalle situazioni di short roll e difensivamente viene ormai costantemente dominato da ogni giocatore che finisce per essere marcato da lui.
In numeri sono impietosi: Milano con lui in campo ha un 77 di offensive rating e un 133 di difensive rating. L’Olimpia con lui in campo Hines concede 133 punti su 100 possessi. Un numero troppo elevato in una serie con i valori così vicini tra le due squadre.
Ora il suo infortunio vedremo se spingerà Messina ad approntare modifiche e a rispolverare Davies. Arrivati a questo punto potrebbe essere una variabile che scombina un po’ le carte alla Virtus, ma allo stesso tempo una incognita per Milano, non giocando una partita da ormai due mesi.





